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Quanto rendono a febbraio i buoni fruttiferi postali a breve, media e lunga durata?

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Stefano Vozza

Panta rei, tutto scorre, anche sul fronte dei rendimenti sul reddito fisso, buoni fruttiferi postali (BFP) inclusi. A seconda del trend di mercato CDP plasma la sua offerta alla clientela. Ricordiamo che l’azionista di maggioranza è il Ministero dell’Economia e Finanze, mentre Poste Italiane è l’intermediario collocatore.

Premesso ciò, quanto rendono a febbraio i buoni fruttiferi postali a breve, media e lunga durata? Procediamo in ordine temporale.

I rendimenti dei buoni postali di breve-medio termine

Partiamo dai 4 anni. Il buono 4 anni Plus rende il 2,00% annuo lordo a scadenza e non prevede condizioni particolari tranne l’attesa del termine naturale del prodotto. A scadenza poi basterà moltiplicare il capitale versato per 1,07212814 ed ottenere il montante netto spettante (di sola ritenuta fiscale).
Di contro il buono Soluzione Eredità offre il 3,25% annuo lordo, dura sempre 4 anni ma vanno rispettati i “Requisiti soggettivi” di cui ai Fogli Informativi. In sostanza il titolo è dedicato ai soli beneficiari di un procedimento successorio concluso in Poste.
Infine, il buono 4 anni risparmiosemplice può avere uno doppio rendimento pur restando sempre lo stesso. Quello annuo lordo standard, a scadenza, è dell’1,50%, che passa al 3,50% (su ogni buono del Piano portato a scadenza) al raggiungimento di un minimo di 24 sottoscrizioni periodiche. In entrambi i casi i titoli sono disponibili solo attivando un Piano di risparmio risparmiosemplice.

Investire i risparmi sui buoni a medio termine

Sul medio termine abbiamo tre possibili opzioni: il buono 3×2 e il buono Rinnova hanno una durata complessiva di 6 anni, uno in più il buono Risparmio Sostenibile.
I titoli a 6 anni sono entrambi divisi in 2 step triennali, ognuno dei quali con un proprio tasso annuo nominale. Quello lordo annuo a scadenza è del 2,25% sul 3×2, del 2,50% sul Rinnova. Il primo non prevede requisiti di sottoscrizione, il Rinnova è invece dedicato a chi rinnova uno o più BFP scaduti e rimborsati dal 1° agosto 2023.
Il buono Risparmio Sostenibile ha rendimenti fissi e crescenti per i 7 anni di durata (2,00% quello annuo lordo a scadenza) più un eventuale premio finale. Esso è legato all’andamento dell’indice Stoxx Europe 600 ESG: se è salito nel periodo di possesso del buono, arriva il premio (metà del rialzo dell’indice), altrimenti no.

Quanto rendono a febbraio i buoni fruttiferi postali a breve, media e lunga durata?

Sul lungo termine troviamo invece 4 potenziali soluzioni. Il buono 3×4 (12 anni totali) prevede 4 step e un rendimento annuo lordo a scadenza del 2,50%. Il buono Ordinario ha una durata di 20 anni, ma al pari degli altri titoli è rimborsabile anzitempo, sempre entro i termini di prescrizione. Se portato a naturale scadenza, questo prodotto paga il 2,75% annuo lordo.
Il buono Soluzione Futuro è dedicato invece a chi intende crearsi una rendita in terza età. Al rispetto di certe condizioni, il titolo consente di ottenere una rendita in 180 rate, 15 anni, tra i 65 e gli 80 anni di età.
Il buono Dedicato ai minori, infine, è l’unico titolo pensato e dedicato agli under 18, unici possibili intestatari. Il rendimento cresce all’aumentare del tempo di possesso, fino a un massimo del 6,00% annuo lordo.

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