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Che cosa significa il detto Piove, Governo ladro! e quando è stato inventato: la risposta fa cadere le braccia

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Simone Scalas

Ci sono detti popolari che affondano le loro radici nella storia, che rappresentano periodi ben definiti in cui i sentimenti erano forti e creavano tensione. I detti, i proverbi, le frasi storiche, sono fondamentali nel tessuto culturale dei paesi, perché sono in grado, con poche parole, di creare una visione del contesto storico. Per questo bisognerebbe conoscerne il senso e l’origine.

La frase Piove, Governo ladro! è un detto popolare che fa riferimento al malcontento della popolazione nei confronti di chi amministra il bene pubblico quando le cose vanno male. Secondo il critico letterario Alfredo Panzini la frase è stata riportata per la prima volta nella didascalia di una vignetta. Era il 1881 e i mazziniani avevano organizzato una dimostrazione a Torino. Ma quel giorno pioveva a dirotto e la dimostrazione saltò. La rivista satirica Il Pasquino pubblicò quindi una vignetta di Casimiro Teja, illustratore italiano denominato Puff, in cui i mazziniani se ne stavano al riparo dalla pioggia. Sotto la vignetta c’era la scritta Governo ladro, piove!, e questo divenne il motto del giornale.

L’idea che si è sviluppata nel tempo è che quando piove si verificano dei danni e si pensa che il Governo debba porre rimedio. Poi quando i cambiamenti non arrivano, il popolo pensa che i soldi siano stati fatti sparire e per questo le inefficienze rimangono tali a discapito di chi le subisce realmente. In passato e nel presente, la situazione politica italiana ha sempre fatto in modo che questo detto rimanesse attuale. Le disuguaglianze hanno sempre caratterizzato il tessuto sociale italiano, dalle difficoltà però sono sempre nate le migliori idee, le migliori menti, le più grandi imprese che il mondo abbia conosciuto. Che hanno avuto sempre origine per la gran parte proprio dal nostro bellissimo paese.

I film italiani spiegano

Che cosa significa il detto Piove, Governo ladro!, l’aneddoto che piace tanto a comici e attori storici. L’espressione colloquiale riflette un sentimento di insoddisfazione o disillusione verso il Governo. Sentimenti di cui gli italiani sono diventati maestri loro malgrado. Idealmente si tratta di una critica costruttiva nei confronti di chi occupa del bene pubblico e deve risolvere i problemi generali utilizzando i fondi messi a diposizione tramite le tasse pagate dai contribuenti. La realtà è diversa e lo sapeva bene Totò, di cui festeggiamo il compleanno in questi giorni.

Totò ha utilizzato spesso questo detto tra le sue locuzioni più comiche. Nel film Guardie e ladri del 1951, di Monicelli e Steno, e nel film Totò, Peppino e la malafemmina del 1965, di Camillo Mastrocinque. La frase veniva recitata sempre in momenti in cui lo scoramento per le cose che andavano male raggiungeva l’apice. Era un modo per sdrammatizzare tenendo viva una punta di ironia rivolta alla politica della cui critica i suoi film erano sempre intrisi.

Che cosa significa il detto Piove, Governo ladro! E perché è così nella cultura italiana

La disillusione è uno degli elementi chiave della sterminata cultura italiana, la più ricca che si sia mai conosciuta dopo l’antica Grecia. Temi sociali e sconfitta nei confronti delle élite che governano li troviamo negli scritti di Italo Calvino, anche lui festeggiato quest’anno, e Cesare Pavese. Li troviamo nel Premio Nobel Luigi Pirandello. Nei film incredibili di Monicelli Il Marchese del Grillo e La Grande Guerra con Albero Sordi come protagonista. Film intrisi di riflessione politica, comicità e amara ironia. Nei testi di Fabrizio De André e Francesco Guccini non a caso considerati tra i più grandi esponenti della poesia cantata degli ultimi cinquant’anni italiani.

Perché la popolazione ha la percezione che il Governo sia ladro? Gli esempi di corruzione hanno riguardato nel passato tutti i paesi del mondo. Gli studi hanno confermato che in Italia, il livello di corruzione ha raggiunto percentuali molto più elevate che negli altri paesi europei. Alcuni dati parlavano del 5% spagnolo contro il 40% italiano alcuni anni fa. La mancanza di trasparenza e le bolle che esplodono periodicamente mettendo in moto la magistratura pesano, gli italiani si sentono ormai rassegnati. E spesso nella stampa e nell’informazione non trovano ciò che cercano. Sembra che questa situazione cristallizzata abbia fiaccato la voglia di resistere. E nei momenti più bui, un detto popolare veritiero è in grado di strappare un sorriso e un momento di leggerezza. Ma dietro i proverbi e i detti popolari si nasconde sempre la verità. Quella che fa più male. E questo è il motivo per cui non vengono mai dimenticati.

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