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Gli affitti delle case continueranno a salire o a scendere nel corso del 2024? Tre belle e una brutta notizia per i proprietari di case

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Stefano Vozza

Alla vigilia di marzo, il mercato immobiliare procede spedito a suon di contrattazioni, tanto sul fronte compravendite che affitti. Com’è noto la stagione migliore del comparto real estate è quella che va dalla fine dell’inverno fino agli inizi di quello successivo, quando la gente si concentra di più sul tema location.

In questa sede, in particolare, ci soffermeremo sulle locazioni. Nello specifico ci chiediamo: ma gli affitti delle case continueranno a salire o a scendere nel corso del 2024? Vediamo alcune previsioni sul settore.

Una bella (indiretta) notizia per i proprietari di case

La domanda di abitazioni è fatta di chi cerca per comprare e chi di affittare. Si tratta di due mercati distinti e separati, ma non per questo non influenzabili a vicenda. Anzi. È fresca di pubblicazione l’analisi FABI (Federazione Autonoma dei Bancari) sugli effetti tra mutui e mercato delle case. L’analisi è lapidare e, in buona parte, prevedibile. L’esplosione del costo del denaro degli ultimi anni, unito al rialzo dei valori immobiliari, ha strozzato la domanda di mutui case. A cascata vuol dire che sul mercato vi è meno gente rispetto a ieri che cerca abitazioni da comprare.
In genere in questi casi si congela la decisione e la si rinvia al futuro, magari quando le condizioni macroeconomiche diventano più favorevoli. Tuttavia, chi ha urgenza di un tetto sulla testa spesso si rifugia nell’affitto: fintanto che le condizioni migliorano, si pensa, vado a vivere in affitto. Ecco, quindi, qual è la prima, bella, indiretta notizia per chi concede casa in locazione: la domanda è forte anche per il contributo dei mancati acquirenti.

Gli affitti delle case continueranno a salire o a scendere nel corso del 2024?

Ma non finiscono qui le belle notizie per questi proprietari di seconde case. Una recente indagine (“Previsioni immobiliari per il 2024”) del Gruppo Tecnocasa ha evidenziato come su questo fronte l’offerta non è di per sé sufficiente. Tradotto, non c’è un vasto parco case tra cui scegliere, fermo restando che vanno valutate anche le effettive condizioni di quelle già disponibili.
Infine, ultima bella notizia, c’è che il mercato degli short rent (gli affitti brevi) gode di ottima salute e rende di più degli affitti standard tradizionali. Tombola per i locatori! Da un lato la domanda di locazioni scoppia di salute. Dall’altro c’è una pluralità di soluzioni finali (affitto breve o standard) che offrono un indubbio vantaggio strategico a chi offre, non a chi cerca.

La brutta notizia del mercato immobiliare degli affitti

Quando sale la domanda, insegnano i manuali di economia, sale anche il prezzo del bene desiderato. Matematicamente, si dice, esiste una relazione positiva tra le due variabili. Tutto questo si traduce infatti nella possibilità, per chi fitta, di alzare i canoni e concedere l’immobile al miglior offerente. Perfetto, si direbbe. Tuttavia, evidenzia l’indagine Tecnocasa, l’ulteriore aumento dei canoni rischia di non essere più sostenibile, anche perché bisogna fare i conti con l’andamento effettivo dell’economia. In due parole, il rischio di future insolvenze da parte degli inquilini potrebbe aumentare. È una conclusione che aggiungiamo noi, ma che non scopriamo di certo noi: è la storia economica ad insegnarcelo.

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