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Semenzaio fai da te, con i trucchi del contadino, per seminare pomodori, melanzane e peperoni

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Paolo Oggioni

Abbiamo appena superato la metà di febbraio. Ancora un mese esatto e poi saremo in primavera. Le temperature si stanno facendo via via sempre più gradevoli. Gli orti e i giardini stanno terminando il loro riposo invernale.

In questi ultimi giorni del mese, è già possibile dedicarsi alla potatura degli alberi da frutto, ma non solo. Infatti, per chi non volesse acquistare le piantine direttamente in vivaio agli inizi di maggio, c’è la possibilità di provare a creare un semenzaio fai da te. Veder germogliare e crescere l’ortaggio scelto, con il passare delle settimane, è possibile già da questo periodo. Basta semplicemente dotarsi degli attrezzi giusto e dei consigli di chi ha più esperienza.

Dicesi semenzaio…

Certo, la risposta è più semplice rispetto alla domanda posta a Fantozzi nel celebre film del 1980, quando il megadirettore chiese cosa fosse la punzonatura. Un semenzaio, infatti, non è altro che un vivaio dove vengono piantati e fatti sviluppare i semi. Chiaramente, questo, all’inizio deve essere protetto da una struttura che lo ripari sia dal freddo che dai raggi del sole diretti. Avere un angolo della propria casa a disposizione per questo tipo di pratica non è da tutti, specialmente per chi vive in condominio. Non è detto, però, che, anche in questo caso, non si possa sfruttare un balcone per costruirlo.

Semenzaio fai da te, con i trucchi del contadino, per seminare pomodori, melanzane e peperoni

Non dobbiamo sentirci obbligati ad andare a comprare neppure i semi. È sufficiente, infatti, ricavarli dalle verdure stesse che consumiamo. Che siano pomodori, melanzane o peperoni, poco cambia. Scegliamo la qualità che più ci aggrada e conserviamone i semini, dopo averli accuratamente lavati. Qualche giorno in carta assorbente per farli asciugare bene e sono pronti per far ripartire il loro ciclo vitale.
Come vasetto, se non vogliamo ricorrere ai classici da semenzaio, spesso disponibili gratuitamente nei vivai, possiamo utilizzare i barattoli dello yogurt. Oppure i contenitori di plastica, già forati, che utilizzano i fruttivendoli.
Qualsiasi sia la scelta, sarà importante riempirli fino a metà con terriccio sterile di buona qualità, unito a un po’ di sabbia. Aggiungiamo un po’ di compost naturale, prelevandolo dal nostro umido. Compresa anche una piccola quantità di caffé di scarto della moka. Mescoliamo bene il tutto, prima di fare un piccolo foro per riporre i semi. Due o tre al massimo. Con uno spruzzino, bagniamo leggermente.

Ora che il semenzaio è pronto, copriamo con una pellicola trasparente e riponiamolo in un luogo luminoso, senza esposizione diretta al sole. È importante, inoltre, che non sia posto vicino a caloriferi o altre fonti di calore. Nelle ore più calde della giornata, trascorsa una settimana, può anche essere messo all’esterno, ma sempre ben riparato. Il terriccio dovrà rimanere sempre umido, quindi, si consiglia di innaffiare un paio di volte a settimana, con un intervallo di tre o quattro giorni.
Un ultimo consiglio, infine. Quando si saranno formate almeno cinque foglioline, potremo decidere, se le temperature esterne lo permetteranno, di trapiantare le piantine. Prima, però, lasciamo il semenzaio per alcuni giorni vicino al luogo in cui verranno messe a dimora. Questa tecnica si chiama “forzatura” e consente loro di acclimatarsi a quelle che saranno le condizioni ambientali che ritroveranno nelle settimane successive.

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