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Macché Champions o Premier League, ecco l’evento sportivo più ricco del Mondo

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Paolo Oggioni

Il campionato di calcio più ricco del Mondo? Una volta era la Serie A, metà anni Novanta, primi Duemila, oggi è nettamente la Premier League. L’evento sportivo singolo più ricco del Mondo? La finale di Champions League. Nossignori. Non è la partita che mette in palio la coppa dalle grandi orecchie.

In Italia, superficialmente, pensiamo che solo quanto ruota intorno al calcio possa fare business. Invece, non è proprio così. Esistono eventi che trascendono il pallone. Certo, una finale di Coppa del Mondo è evento interplanetario, i 100 metri di atletica alle Olimpiadi pure.
Una gara di Formula 1 come la recente di Las Vegas, invece, ci ha fatto capire che c’è anche dell’altro. Proprio nello stato del Nevada, proprio nella “città che non dorme mai”, domenica notte è andato in onda l’evento sportivo più ricco dell’anno, senza ombra di dubbio.

Il business legato allo sport

Gli incassi dal botteghino sono sicuramente importantissimi. Tuttavia, sono i diritti televisivi e la capacità di attrarre gli sponsor a costituire la parte fondamentale di un business legato allo sport. Che la pubblicità sia l’anima del commercio è cosa ormai risaputa da mezzo secolo.
Dove, prima di tutti, è stata resa effettiva questa affermazione? Ovviamente negli Stati Uniti d’America. Una nuova era che in molti identificano con il celebre scontro tra George Foreman e Muhammad Alì a Kinshasa nel 1974. La famosa “Rumble in the jungle” che catalizzò l’interesse del Mondo intero, con cifre iperboliche a livello di ascolti. Un’organizzazione, curata dal celebre Don King, che fece entrare lo sport in una nuova epoca.
In America fecero tesoro di tutto questo e trasformarono le loro leghe professionistiche in vere e proprie macchine da soldi. Pensiamo alla Nba. Tuttavia, a oggi, è un altro l’evento clou a livello economico.

Il più grande spettacolo sportivo del Mondo

Stiamo parlando del Super Bowl, la finale del campionato di football americano che tiene incollati agli schermi decine di milioni di appassionati. Domenica si è svolta nel nuovissimo stadio di Las Vegas. 72mila posti a sedere, per un’opera progettata da David Manica, colui che, probabilmente, farà nascere il nuovo impianto del Milan.
Non avrà un fascino interplanetario come la Champions o la Premier, ma il Super Bowl le stacca chiaramente a livello di introiti. Basti pensare che un singolo spot da 30 secondi ha un costo medio di oltre 7 milioni di dollari. Il potenziale di pubblico è decisamente inferiore a una finale di Champions, tuttavia gli incassi sono enormemente superiori.
Su questo, per esempio, si basano molte delle teorie dei club che vogliono la Superlega, pensionando la competizione dell’Uefa. Più di 17 miliardi di giro d’affari complessivo, compreso di indotto. Una cifra monstre che spiega anche i faraonici ingaggi dei giocatori, decisamente superiori a quelli medi di un grande calciatore di Premier League.
Certo, per i puristi dello sport, il Super Bowl è qualcosa di molto più vicino a un “circo”, difficilmente riproducibile in una realtà come quella europea. Tuttavia, per i grandi club di calcio, questo aspetto, di fronte a determinate cifre, è del tutto secondario.

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