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L’Intelligenza Artificiale irrompe anche in Formula 1: ecco come migliora le monoposto

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Fabio Meneghella

L’intelligenza artificiale sta conquistando ogni settore, persino quello automobilistico. Di recente è entrata addirittura nella Formula 1.

Il famoso cervello artificiale è presente quasi ovunque, poiché è in grado di creare nuove forme di design, elaborare un testo, immaginare una nuova opera d’arte, scrivere una sceneggiatura, inventare dei nuovi sistemi ingegneristici ecc. In altre parole, può benissimo sostituire gli umani in qualsiasi lavoro. Ma quando è nata questa intelligenza artificiale (AI)? In realtà, nonostante appaia come una tecnologia fantascientifica, la sua nascita risale addirittura al 1956 nel New Hampshire (Stati Uniti).

l'intelligenza artificiale arriva nella formula 1
La AI arriva nella Formula 1 – lintellettualedissidente.it

Tuttavia, il 1956 è ricordato per essere l’anno in cui è nata questa disciplina, ma i primi passi verso una macchina intelligente sono stati compiuti fin dal 1623, quando fu creato un macchinario in grado di eseguire dei calcoli matematici in autonomia.

L’intelligenza artificiale arriva nella Formula 1

Oggi il mondo della Formula 1 è totalmente cambiato rispetto qualche decennio fa, poiché  le vittorie dipendono più dall’ingegneria della vettura che dal talento del pilota. Per questo motivo la AI potrebbe dare un ulteriore aiuto nel miglioramento delle prestazioni del veicolo. Quest’ultimo è il frutto di uno studio di design e di ingegneria di altissimo livello, che viene eseguito in varie fasi, come ad esempio nella famosa galleria del vento o nei simulatori. Ciò significa che i veri campioni della Formula 1 dell’attuale epoca, dovrebbero essere gli ingegneri e i designer, poiché ogni millesimo guadagnato in pista sembra provenire dai miglioramenti della macchina, e non (solo) dalla bravura o dall’esperienza del pilota.

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Il vantaggio della AI – lintellettualedissidente.it

Quindi, l’intelligenza artificiale potrebbe servire proprio per guadagnare quei millesimi di secondo in più in pista. In modo particolare, la AI potrebbe dare un enorme contributo nel prevenire e anticipare un problema, soprattutto nel correggere un bug mentre la vettura sta gareggiando in pista. Ma come ci riuscirà? Innanzitutto, il cervello artificiale analizzerà costantemente tutti i dati provenienti dalla macchina mentre corre sul circuito, con l’obiettivo di individuare un valore sospetto in pochissimo tempo, per anticipare e prevenire un eventuale problema o guasto alla vettura.

In questo modo gli ingegneri riuscirebbero a sapere in anticipo l’arrivo di un possibile guasto e, di conseguenza, potrebbero ordinare di cambiare assetto di guida al pilota o di sostituire un pezzo, proprio per prevenire quel guasto intuito dalla AI. Pertanto, i dati che controllerà costantemente l’intelligenza artificiale – grazie anche a sensori piazzati nella vettura – saranno la temperatura del motore, la parte elettrica della macchina, tutto ciò che riguarda la cinetica, l’usura delle gomme, l’aerodinamica ecc. Inoltre, la AI potrà essere molto utile anche nella progettazione della vettura, poiché sarà in grado di mostrare agli ingegneri cosa potrebbe essere migliorato.

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