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Ti sei mai chiesto perché la Befana riempie le calze? No, non ci arriveresti mai

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Daniela Germana

Il 6 gennaio ricorre l’ultima festività del periodo natalizio: l’Epifania. Questo giorno è associato al personaggio iconico della Befana. Sapete perché per tradizione riempie le calze di dolciumi o carbone?

Mentre Babbo Natale, il vecchietto di rosso vestito che vola su una slitta a consegnare doni a tutti i bambini, è un personaggio conosciuto in ogni parte del mondo, la Befana fa esclusivamente parte della tradizione nostrana.

Perché la Befana riempie le calze
Per quale motivo la Befana riempie le calze? – Lintellettualedissidente.it

Com’è noto, il giorno a lei designato è il 6 gennaio in cui ricorre l’Epifania, che segna il termine del periodo natalizio. L’anziana donna vola in sella ad una scopa. Indossa uno scialle nero, abiliti lisi e un fazzolettone in testa. È ricoperta di fuliggine, perché entra nelle case dei bambini attraverso il camino.

Con sé porta un sacco ricolmo di dolciumi, caramelle, frutta secca e giocattoli che lascerà ai piccoli che si sono comportati bene. In caso contrario, i bambini riceveranno solo carbone. È un personaggio molto amato: in diverse zone d’Italia la si celebre con eventi ed iniziative. Vi siete mai chiesti da dove nasca la tradizione secondo cui riempia le calze dei piccini? La storia è molto antica e interessante.

La Befana vien di notte e riempie le calze dei bambini: ma per quale motivo?

Il termine Epifania deriva dal greco e significa “rivelazione”. Durante questa festività, infatti, viene celebrata manifestazione fisica di Dio incarnato ai Re Magi nella figura di Gesù Cristo. Secondo una leggenda, Baldassarre, Melchiorre e Gaspare compirono un lungo viaggio da Oriente a Gerusalemme per adorare il bambino Gesù, il “re dei Giudei”, portando doni come oro, incenso e mirra.

Com'è nata la tradizione della Befana
Perché la befana riempie le calze di dolcetti o carbone: la leggenda – Lintellettualedissidente.it

Durante il loro cammino, chiesero indicazioni a una vecchia donna per raggiungere il giaciglio dove si trovava la Sacra Famiglia. Una volta ricevute le informazioni necessarie, domandarono all’anziana di unirsi a loro ma ella rifiutò. Dopo poco tempo, la vecchietta si pentì della sua scelta e si mise in viaggio per ricongiungersi ai Magi. Portando con sé un sacco pieno di dolci, bussò ad ogni porta regalandone qualcuno ai bimbi che incontrava.

Ma cosa c’entra la calza? Un’altra antica storia racconta che uno dei sette re di Roma, Numa Pompilio, durante il periodo del solstizio d’inverno, fosse solito appenderne una in una grotta per ricevere doni da una ninfa. Così, con il passare degli anni, sorse la tradizione della Befana, coniugando così miti e aneddoti differenti, tra il sacro e il profano.

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