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Come è possibile che l’INPS respinga la domanda di pensione anche con 43 anni di contributi? Il caso che pochi considerano

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Giacomo Mazzarella

Andare in pensione dopo una lunga carriera lavorativa è il premio che la Legge dovrebbe garantire ai lavoratori. Svolgere per molti anni il lavoro è logorante e quindi, tutti sognano di mettersi finalmente a riposo.

Ma ci sono casi in cui l’INPS anche di fronte a carriere lunghe, nega il trattamento pensionistico al diretto interessato. Che deve rimandare l’uscita anche se ha raggiunto il requisito contributivo previsto per andare in pensione subito. Questo accade quando una determinata misura pensionistica ha vincoli e paletti aggiuntivi ai requisiti ordinari. E adesso vedremo di spiegare come è possibile che l’INPS respinge la domanda di pensione anche con 43 anni di contributi.

Pensioni anticipate, ecco come si prendono i trattamenti senza limiti di età

Se i 67 anni di età sono il limite anagrafico che la Legge prevede per le pensioni di vecchiaia, 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, sono il limite contributivo per le pensioni anticipate. Parliamo dei trattamenti che una volta erano definiti pensioni di anzianità, che dal 2011 hanno cambiato nome per via della riforma Fornero. Con queste prestazioni, i lavoratori possono lasciare il lavoro a qualsiasi età, senza tanti vincoli e limiti. Infatti, basta raggiungere la soglia contributiva prima citata e diversa tra uomini e donne. Va detto però che c’è anche da fare i conti con una finestra di 3 mesi per la decorrenza del trattamento. E per chi resta a lavorare durante la finestra, significa che di fatto lascia il lavoro a 43 anni ed un mese se uomo, oppure a 42 anni ed un mese se donna. Ma non sempre si può andare in pensione in queste condizioni. C’è un vincolo che mina questa possibilità di pensionamento.

Come è possibile che l’INPS respinge la domanda di pensione anche con 43 anni di contributi? il caso che pochi considerano

Per la pensione anticipata ordinaria, dei 42,10 anni di contributi per i lavoratori o per i 41,10 per le lavoratrici, almeno 35 devono essere effettivi. Nello specifico di questa misura, bisogna che 35 anni di contributi siano calcolati senza tener conto dei contributi figurativi provenienti da disoccupazione indennizzata o da malattia. In pratica, questi contributi, anche se validi per l’importo della pensione, non valgono per il diritto alla pensione anticipata ordinaria se non si rispetta il vincolo dei 35 anni effettivi. E l’INPS, quindi, non fa nulla di irregolare nel respingere le domande di pensione a chi non rispetta questo paletto.

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