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Borderline, un termine sempre più usato (anche a sproposito): vi spieghiamo di cosa soffrono davvero

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Claudio Rossi

Non dovremmo utilizzare a sproposito la parola “borderline”. Indica una patologia molto seria che provoca grande sofferenza

Quante volte, nel definire qualcuno eccentrico o che, comunque, ha avuto qualche comportamento “strano” o inspiegabile nei nostri confronti lo abbiamo definito “borderline”?

cosa significa borderline
uomo borderline (lintellettualedissidente.it)

Si tratta di un termine che indica una patologia di cui soffrono molte persone, ma si tratta di un termine che assai spesso utilizziamo a sproposito. Ecco cosa significa davvero.

La sigla che lo contraddistingue è DBP. Il nome completo della patologia è disturbo borderline di personalità, che è causa di grande disagio non solo per chi ne soffre, ma anche per chi sta accanto alla persona che ne soffre. Solitamente i primi segnali si manifestano nella prima età adulta, con enorme difficoltà a controllare le proprie emozioni. Il disturbo borderline viene diagnosticato prevalentemente (75% circa) negli individui di sesso femminile.

Soffrire di questo tipo di problematica è generalmente il risultato di fattori genetici e fattori ambientali. Solitamente noi utilizziamo in maniera impropria questa definizione, banalizzando un problema che, invece, è conclamato sotto il profilo clinico e psichiatrico, con grandi, enormi, sofferenze, che possono talvolta portare anche a gesti estremi, come il suicidio. Minacciato o, purtroppo, realizzato. Per questo, quindi, non dovremmo utilizzare a cuor leggero questa parola. Vediamo insieme i tratti specifici di chi ha questo tipo di malattia. 

Cos’è il disturbo borderline di personalità?

Chi soffre di disturbo borderline di personalità ha solitamente una forte instabilità nelle relazioni interpersonali, con sbalzi d’umore a volte impiegabili e una impulsività che può ferire chi gli sta vicino. Possono infatti vivere momenti di euforia sfrenata, alternati in brevissimo tempo a momenti di rabbia, tristezza, sensi di colpa e vera e propria depressione. Questo perché si ha una immagine di sé alterata e ha difficoltà (o si è totalmente incapaci) a organizzare in modo sano e coerente i propri pensieri.

Disturbo bipolare personalità
Perché non dovremmo utilizzare la parola “borderline” a sproposito foto: Ansa – (lintellettualedissidente.it)

Chi è afflitto da questa patologia, inoltre, di solito è incapace di star solo, ha sempre bisogno di tenersi impegnato e di avere qualcuno al proprio fianco, perché vive un costante senso dell’abbandono. Dicevamo prima del rischio di suicidio che è molto forte negli anni adolescenziali ma tende a scemare attorno ai 40-50 anni.

Questo male della mente, comunque, può essere affrontato: il trattamento più efficace per la cura di questo disturbo è la psicoterapia individuale, eventualmente affiancata dalla farmacoterapia. In generale, un percorso adeguato, dovrà lavorare molto sulle disfunzioni metacognitive che includono, oltre alla disregolazione emotiva, il deficit d’integrazione e il deficit di differenziazione.

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