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Settimana prossima potremmo assistere alla resa dei conti tra tori e orsi sui mercati azionari americani

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Marco Calindri

Wall Street ha chiuso una settimana segnata da forti perdite, con il Dow Jones che ha subito la peggiore performance dal marzo 2023 quando la crisi delle banche fece temere una nuova Lehman Brothers. Nonostante la forte mazzata ribassista, però, le probabilità che si possa continuare al rialzo non sono ancora annullate. Quindi, settimana prossima potremmo assistere alla resa dei conti tra tori e orsi sui mercati azionari americani.

Le forze che hanno condizionato e mosso i mercati azionari americani e mondiali nel corso della settimana

Il mercato azionario globale ha subito un’improvvisa svalutazione a seguito delle dichiarazioni discordanti provenienti dalla Federal Reserve degli Stati Uniti, che hanno sollevato dubbi sull’imminente riduzione dei tassi di interesse. Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha indicato che, sebbene ci sia spazio per ulteriori tagli dei tassi nel 2024, la banca centrale richiede ulteriori prove di un’inflazione sostenibile prima di agire. Queste dichiarazioni sono state seguite dalle preoccupazioni espresse dal presidente della Fed di Minneapolis riguardo alla convenienza di ridurre i tassi di interesse in un contesto di inflazione persistente.

La reazione del mercato è stata negativa. L’attenzione si concentra ora sul report occupazionale degli Stati Uniti di marzo, con le previsioni degli analisti che indicano la creazione di 200.000 nuovi posti di lavoro e una diminuzione del tasso di disoccupazione al 3,8%.

Le preoccupazioni principali riguardano l’andamento dei salari orari, che sono un indicatore chiave per valutare le pressioni inflazionistiche. Le banche centrali, compresa la Federal Reserve e la Banca centrale europea, sono preoccupate che l’inflazione possa aumentare a seguito di aumenti salariali, portando a una spirale inflazione-salari.

Nel frattempo, Wall Street ha chiuso una settimana segnata da forti perdite, con il Dow Jones che ha subito la peggiore performance dal marzo 2023. Le recenti notizie macroeconomiche dagli Stati Uniti hanno confermato la solidità del mercato del lavoro, aumentando le aspettative di una Federal Reserve meno propensa a tagliare i tassi. Questo ha portato a un aumento dei rendimenti dei Treasury, riflettendo la prospettiva di una politica monetaria meno accomodante nel breve termine.

In sintesi, il mercato rimane sensibile a qualsiasi segnale che possa influenzare le decisioni della Federal Reserve riguardo ai tassi di interesse, con particolare attenzione al report sull’occupazione degli Stati Uniti di marzo. Le aspettative degli investitori dipendono dal trend dei salari e dalle pressioni inflazionistiche, mentre le banche centrali cercano di bilanciare la crescita economica con il rischio di inflazione.

Le indicazioni dell’analisi grafica

Come dicevamo era dal marzo 2023 che non si registrata una settimana così negativa sui mercati azionari americani. Tuttavia, non ancora tutto è perduto. Come si vede dal grafico, infatti, solo una chiusura settimanale inferiore a 37.920 potrebbe favorire un’inversione rialzista che potrebbe svilupparsi secondo lo scenario indicato in figura dalla linea tratteggiata.

In caso contrario, il rialzo potrebbe continuare fino in area 42.500 dove la probabilità che si possa assistere a un’inversione ribassista è massima.

Situazione contrastata per gli indicatori sul grafico del Dow Jones
Situazione contrastata per gli indicatori sul grafico del Dow Jones

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