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ISEE: questi errori ti fanno rischiare 5000 euro di sanzione e reclusione

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Enrico DS

Molti dei bonus attualmente a disposizione dei contribuenti italiani prevedono requisiti di Isee. Ma un solo numero sbagliato può costare caro.   

Chi dice bonus, contributi, agevolazioni o esenzioni, dice (quasi sempre) anche Isee. L’accesso alle misure messe in campo dal governo per aiutare i cittadini in condizioni più svantaggiate, infatti, è spesso condizionato a requisiti di reddito più o meno stringenti. E i calcoli numerici, si sa, sono sempre soggetti al rischio di errori e/o omissioni (talvolta, nel caso dei soliti “furbetti”, anche volutamente). Ma le conseguenze, in caso di controlli e accertamenti, sono assai gravi e spiacevoli.

Quali sanzioni si rischiano con un Isee sbagliato
L’Agenzia delle Entrate oggi ha a disposizione strumenti in grado di effettuare controlli incrociati su un’immensa quantità di dati nel giro di pochi secondi (Lintellettualedissidente.it)

Un Isee sbagliato comporta il rischio di sanzioni salatissime, il cui importo spesso supera di gran lunga quello dell’agevolazione ottenuta o ottenibile proprio grazie alla certificazione. Il Fisco, si sa, non perdona, e l’Agenzia delle Entrate oggi ha a disposizione strumenti in grado di effettuare controlli incrociati su un’immensa quantità di dati nel giro di pochi secondi. La buona notizia è che si può rimediare a molti degli errori incriminati, se ci si accorge per tempo di averli commessi. Ecco come.

L’Isee sbagliato: cause e (spiacevoli) conseguenze

Ricordiamo innanzi tutto che il calcolo dell’Isee si basa sui dati contenuti nella Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica): di conseguenza, se quest’ultima contiene errori, o informazioni incomplete o false, anche l’Isee risulterà errato. In tali circostanze l’Inps invia una comunicazione per chiedere al contribuente di rettificare la propria situazione, ma se l’interessato non interviene scattano le sanzioni (amministrative o penali).

Cosa si rischia con un Isee sbagliato
Alle eventuali sanzioni va aggiunta, come conseguenza indiretta, la perdita dei bonus e dei benefici già indebitamente erogati (Lintellettualedissidente.it)

Come accennato, quelle amministrative sono molto pesanti: vanno da un minimo di 5.164 euro a un massimo di 25.822 euro (ma la sanzione erogata non può superare il triplo del beneficio conseguito o conseguibile con l’Isee incriminato). Inoltre, se l’ammontare del bonus percepito dallo Stato o da altri enti pubblici supera i 3.999,96 euro, le sanzioni diventano penali e c’è il rischio di reclusione da sei mesi a tre anni.

A tutto ciò va aggiunta, come conseguenza indiretta, la perdita dei bonus e dei benefici già indebitamente erogati (sarà l’Agenzia delle Entrate ad attivarsi per recuperare quanto dovuto). Poiché però il pericolo di incorrere in errori involontari nell’Isee è molto elevato, il contribuente in buona fede ha la possibilità di correggere quanto dichiarato e limitare il danno. Come? Con un modello integrativo FC3, aggiungendo i dati mancanti. E se lo sbaglio è imputabile al Caf, il cittadino danneggiato può anche chiedere e ottenere un risarcimento danni.

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