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Con 5 trucchi e questo regime di capitalizzazione si può accumulare un ricco capitale a scadenza sfruttando i risparmi mensili

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Stefano Vozza

I grandi patrimoni possono essere il frutto di un’eredità, di un colpo di fortuna nella vita o, più di frequente, di un percorso fatto di sacrifici e strategie. Il che è come dire che nulla si crea dal nulla o nasce dal caso, mentre la costanza, unita a un chiaro obiettivo di fondo e una valida strategia operativa possono fare tanto.

In tema di piani di risparmio efficaci, per esempio, il PAC dimostra da sempre di essere valido per chi punta a costituire un certo capitale a scadenza. Vediamo come funziona, anticipando solo che con 5 trucchi e questo regime di capitalizzazione si può accumulare un ricco capitale a scadenza sfruttando i risparmi mensili.

I primi 2 segreti di un PAC di successo

Il Piano di Accumulo del Capitale è una forma di investimento che aiuta a costituire un X capitale a scadenza. A grandi linee consiste nell’accumulare, a una periodicità prestabilita, e investire delle date somme di denaro con carattere continuativo.
Se si dispone di profonda conoscenza della materia finanziaria si può costruire un prodotto home made, tarato ai propri obiettivi. In alternativa ci si può affidare a uno dei vari PAC proposti dagli intermediari (o promotori) finanziari.
Tuttavia, al pari di altre scelte nella vita anche qui non vale il detto “uno (prodotto) vale l’altro”. Un Piano di Accumulo di successo presenta quasi sempre certi tratti distintivi. Il primo attiene ai costi, che da un lato sono palesi e trasparenti, dall’altro sono molto contenuti. Un mancato costo è sempre un primo incasso certo.
In secondo luogo, deve trattarsi di un prodotto in linea con il proprio profilo di rischio. L’idea di conseguire ritorni a doppia cifra deve andare di pari passo con la valutazione del rischio insito nello strumento prescelto. Gli asset speculativi rendono decisamente tanto sul lungo termine, ma bisogna sopportare anche i profondi sbalzi di quotazioni tra un tempo e un altro.

Con 5 trucchi e questo regime di capitalizzazione si può accumulare un ricco capitale a scadenza sfruttando i risparmi mensili

Ora vediamo altre 3 “raccomandazioni” che attengono invece al risparmiatore e non al prodotto con cui si incarna il PAC.
Il Piano per essere profittevole e significativo deve avere anzitutto una certa durata minima. Pertanto, è bene avviarlo quando si è sicuri di poterlo portare avanti per un dato numero di anni, e poi rispettare la durata che ci si è dati.
Un altro doppio “imperativo” da darsi sarebbe quello effettuare versamenti costanti e, soprattutto, in linea con le proprie effettive disponibilità. Meglio 100 € fisse al mese, per esempio, anziché versare quote sporadiche o del tipo una tantum. Oltretutto gli acquisti costanti e spalmati nel tempo hanno in genere il dono di ottimizzare il prezzo di carico di uno strumento finanziario.
Ancora, tranne nei casi di effettiva necessità poi i versamenti non andrebbero stoppati. Meglio ricorrere ad un addebito automatico, in modo da sottrarsi quel grado di discrezionalità tipica umana, e che potrebbe pregiudicarne la riuscita.

Il regime di capitalizzazione composta

Infine, l’ultimo cenno da fare riguarda il regime di capitalizzazione dei proventi, interessi e/o dividendi che siano e pagati dal o dai prodotti sottoscritti. Al riguardo non ci sono dubbi di sorta, nel senso che la capitalizzazione composta si lascia preferire senza se e senza ma.
I proventi periodici non dovrebbero essere mai incassati ma reinvestiti al capitale che li ha prodotti per farli a loro volta fruttare nuovi proventi.

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