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Quando ci si sposa bisogna dirlo al datore di lavoro? Ecco cosa prevede la legge

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Giulia Belotti

Se sei in procinto di sposarti e non hai ancora affrontato il tema con il tuo capo, ecco secondo la legge qual è il comportamento migliore

Dopo due anni durante i quali anche i matrimoni hanno subito un fermo dall’alto a causa della pandemia di Sars-CoV-2, negli ultimi 12 mesi ognuno di noi ne ha avuti vari, da festeggiare.

Come comportarsi con il datore di lavoro quando ci si sposaCome comportarsi con il datore di lavoro quando ci si sposa: ecco cosa si deve fare (lintellettualedissidente.it)

Il matrimonio, civile o religioso, è sempre un momento importante ed emozionante della vita di due persone e di due famiglie, che celebrano quindi la definitiva unione e l’inizio di un nuovo percorso da fare insieme. A livello pratico, però, ecco cosa si deve dire sul posto di lavoro.

Chi è libero professionista non ha alcun vincolo, nel momento in cui si sposa: deve solo organizzare il proprio mese di lavoro, avvisare eventuali clienti o colleghi e annunciare la sospensione delle attività per il periodo del matrimonio. Diversa invece la questione per chi è un dipendente, pubblico o privato: ecco, secondo la legge, qual è l’iter da seguire in questi casi.

Matrimonio, cosa dire al datore di lavoro

Tu e il tuo partner avete deciso di sposarvi, avete anche già fissato una data e stabilito le prime cose, come la location o il tipo di matrimonio che desiderate. C’è però un primo step da superare, che è quello della comunicazione alle rispettive famiglie, agli amici e anche al datore di lavoro. In realtà, però, secondo la legge nessuno è obbligato a dire al proprio capo e ai propri colleghi che si sposerà: si tratta di un aspetto della vita privata che, se uno vuole mantenerlo per sé, può farlo senza alcun problema.

Come comportarsi con il datore di lavoro quando ci si sposa
Come comportarsi con il datore di lavoro quando ci si sposa: ecco cosa si deve fare (lintellettualedissidente.it)

L’unica cosa da tenere in considerazione, però, è il congedo matrimoniale. Se si desidera averlo, è necessario comunicare ai propri superiori che si intende contrarre un matrimonio: in questo caso, però, gli si può chiedere di non divulgare la notizia e di avere l’intenzione di mantenerla privata.

Con il congedo matrimoniale, i neo sposi possono assentarsi dal lavoro per un periodo di circa 15 giorni, durante i quali vengono correttamente e regolarmente retribuiti. Per riceverlo, lo si deve richiedere al proprio datore di lavoro almeno 6 giorni prima del momento in cui inizia l’assenza e, entro 60 giorni dalla celebrazione, si deve consegnare al proprio datore di lavoro il certificato della data delle nozze.

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