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Colpo di fulmine, esiste davvero? Cosa svela uno studio e cosa accade dopo

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Olga Luce

Il colpo di fulmine esiste ed è tutta colpa della chimica. I suoi effetti sul nostro cervello sono quasi tossici. E dopo? Cosa accade?

Secondo la scienza bastano pochissimi istanti per innamorarsi e, nello specifico, appena un quinto di secondo. Nell’arco di questo brevissimo tempo nel nostro cervello scatta una reazione chimica che nel giro di poco ci procurerà le farfalle nello stomaco.

Esiste davvero il colpo di fulmine?
Il colpo di fulmine è una questione di chimica – lintellettualedissidente.it

Questa reazione chimica ovviamente non avviene a caso: si sviluppa quando il nostro cervello riceve una serie di stimoli particolarmente apprezzati. In pratica, quando riconosciamo in qualcuno delle caratteristiche fisiche o emotive che ci piacciono, allora il nostro cervello fa partire la “marcia nuziale”.

È stato dimostrato che gli uomini vengono maggiormente sollecitati dagli stimoli visivi, quindi è molto probabile che un uomo abbia un colpo di fulmine per una donna bella. Mentre una donna potrebbe averlo per un partner non bellissimo fisicamente ma, per esempio, con una bella voce e un buon carattere. Ci si potrebbe stupire, però, nello scoprire che gli uomini in media dicono prima “ti amo”. Le donne, infatti, preferiscono pensarci molto (ma molto) più a lungo prima di lanciarsi in affermazioni impegnative.

L’amore dà dipendenza come una droga

L’innamoramento vero e proprio può partire da un colpo di fulmine, così come da una lenta e progressiva conoscenza. In ambedue i casi, però, il cervello comincia a produrre quantità ingenti di ormoni, nell’ordine: dopamina, ossitocina e serotonina.

Cosa succede al cervello quando ci si innamora
L’innamoramento è come una droga – lintellettualedissidente.it

La dopamina ci eccita e ci induce a “investire” tempo ed energie emotive su una persona perché speriamo di ottenere da lei una “ricompensa”, ovvero un certo quantitativo di soddisfazione o di felicità. L’ossitocina entra in gioco in un secondo momento, cioè quando il cervello percepisce la possibilità di instaurare una relazione affettiva: questo è infatti l’ormone dell’attaccamento e viene prodotto anche quando abbracciamo un amico a cui teniamo particolarmente.

La serotonina è stato definito un “ormone di status”, ossia quello che ci ricorda che abbiamo il compito di riprodurci per far continuare la specie e ci “segnala” che potremmo avere di fronte il candidato ideale. Durante l’innamoramento il cervello viene letteralmente bombardato da grandi quantità di questi ormoni. Il suo funzionamento viene alterato e percepisce uno stato mentale di continua euforia simile a quella di chi è sotto effetto di droghe.

Il problema è, che come sappiamo benissimo, dopo un certo periodo l’entusiasmo iniziale per una persona scema e il nostro cervello non produce più queste sostanze in grandi quantità. La conseguenza? Corriamo alla ricerca di un altro partner e un altra relazione che ci assicuri una nuova “dose” di amore.

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