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Solo il cane va a trovarlo in carcere

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Maria Vittoria Ciocci

Condannato alla reclusione, un detenuto non riceve visite da oltre un anno. La direttrice del carcere gli consente di incontrare il suo cane.

Vite dimenticate, costrette al completo isolamento. Una condizione che non contribuisce sicuramente ad un’efficace rieducazione dei detenuti. Gli scambi interpersonali acquisiscono notevole importanza in questi casi, in quanto alimentano l’umanità insita nei criminali condannati alla reclusione. L’obiettivo della pena non dovrebbe risiedere in una costante tortura emotiva, bensì nel tentativo di raggiungere un sufficiente grado di consapevolezza, necessario affinché l’azione illecita non si consumi nuovamente in seguito al rilascio. Ed è in onore di questo concetto che la direttrice della struttura di detenzione di Lecce, Maria Teresa Susca, ha consentito ad uno dei detenuti di incontrare il suo cane.

Detenuto del carcere di Lecce incontra Zair
Amici riuniti: un detenuto del carcere incontra nuovamente il suo cane – foto: ansa – lintellettualedissidente.it

“Tutto questo ci fa ben sperare che l’importanza che si dà all’individualizzazione del trattamento detentivo sia il punto di forza per la rieducazione dei detenuti” – sottolineano i promotori dell’iniziativa. La direttrice ha poi sottolineato la necessita di rispettare la storia di vita di ogni singolo recluso, senza sviluppare un pregiudizio il cui fondamento risiede nella gravità del crimine commesso. Per questa ragione, Susca – insieme alla dottoressa Monica Rizzo – ha espresso chiaramente la sua intenzione di organizzare in futuro un secondo incontro con il dolce Zair.

L’incontro nel roseto

Il detenuto, protagonista della storia, è recluso nel carcere di Lecce da oltre un anno. Egli proviene dalla strada e, come per la maggior parte dei senza tetto, non possiede una famiglia a cui rivolgersi. Zair rappresenta il suo unico contatto affettivo. I due hanno vissuto in simbiosi per diversi anni, affrontando insieme le difficoltà inevitabili della povertà e dell’esistenza in strada. Maria Teresa Susca, di fronte alla condizione particolare del detenuto, ha consentito a quest’ultimo di incontrare il suo migliore amico a quattro zampe. In seguito al suo arresto infatti, il cane venne affidato ad una famiglia pugliese e i due vennero inevitabilmente separati.

Maria Teresa Susca, direttrice del carcere
La direttrice Maria Teresa Susca, promotrice dell’iniziativa – foto: YouTube Mulino Bianco – lintellettualedissidente.it

L’incontro è avvenuto all’interno di un roseto, realizzato dal detenuto stesso all’interno del carcere. “E’ stato emozionante per lui” – le parole della direttrice. Zair ha potuto trascorrere oltre due ore insieme al suo fidato compagno di vita, avvolto dai fiori di cui il suo padrone si prende cura quotidianamente. “Si sono spesi tutti per questo incontro” – ha raccontato Susca – “la polizia penitenziaria, il funzionario giuridico pedagogico che segue il detenuto, così come anche il suo avvocato”. Dato il successo dell’iniziativa, è dunque possibile che il personale del carcere organizzi presto un secondo incontro.

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