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I soccorsi 45 minuti dopo. Bruno muore

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Gianluca Merla

Il malore in un garage e i soccorsi che arrivano solo 45 minuti dopo. Così Bruno muore davanti agli occhi del fratello

Prima la mattinata tranquilla passata con un amico e il fratello, poi il malore e, infine, la tragedia che lascia senza parole.

Morto per un infarto, i soccorsi non arrivavano
Bruno è morto davanti agli occhi di suo fratello (Ansa) – L’intellettualedissidente.it

L’episodio è avvenuto a Canegrate, in provincia di Milano, dove un uomo di 54 anni ha avuto un malore mentre era nel garage di casa sua. Non era da solo, ma chi ha cercato di salvarlo facendoli le manovre di rianimazione ha dichiarato che hanno dovuto aspettare 45 minuti prima dell’arrivo dei soccorsi. Bruno è morto cosi, davanti agli occhi di suo fratello.

In strada, il fratello era lì

Venerdì 13 ottobre sembrava essere una giornata apparentemente tranquilla. Ma per Bruno Tallarico, di 54 anni, si è rivelato fatale. L’uomo è infatti morto dopo aver accusato mentre era nel garage di casa sua insieme ad un suo amico. A nulla sono valsi i soccorsi del 118 che, secondo quanto raccontato dal fratello, Stefano Tallarico, sono arrivati solo 45 minuti dopo la chiamata. “Mi è morto davanti agli occhi – ha dichiarato dopo essere stato raggiunto da il quotidiano Il Giorno – abbiamo dovuto aspettare  45 minuti prima dell’arrivo dei soccorsi”.

Morto per un infarto, i soccorsi non arrivavano
I soccorsi sono arrivati solo 45 minuti dopo (Ansa) – L’intelletualedssidente.it

Quella mattina Bruno e suo fratello hanno fatto colazione insieme in un bar del Paese. Dopo il fratello si è allontanato per accompagnare loro padre a Busto Garolfo, in provincia di Milano. Ma Bruno non era solo. Era infatti tornato a casa con un amico, ma una volta arrivati in garage ha avvertito un malore. A quel punto l’uomo che era con Bruno ha chiamato il fratello, spiegandogli che cosa fosse successo. Durante il tragitto per tornare a casa, Stefano racconta di aver chiamato nuovamente i soccorsi, già allertati dall’amico di Bruno, il quale si era accorto che l’uomo non respirava più.

A quel punto Stefano ha chiesto agli operatori del 118 con cui si era interfacciato al telefono che cosa fare. Seguono le indicazioni di come praticare il massaggio cardiaco, “Ma mi aspettavo informazioni sui Dae presenti in zona”, dice Stefano. A quel punto Stefano e l’amico iniziano a praticare il massaggio cardiaco, ma intanto non arriva nessuno “Da quando abbiamo chiamato – racconta l’uomo – di minuti ne sono passati almeno 45”. Una volta arrivati gli operatori hanno applicato tutte le procedure salvavita che vengono fatte in casi come questi, ma invano. Per Bruno non c’era più nulla da fare: “È assurdo aspettare 45 minuti un’ambulanza senza che sia arrivata nemmeno l’auto medica – denunciai Stefano – siamo in Lombardia, nel 2023”.

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