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Xi e Putin sembrano amarsi davvero

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Paolo Zignani

Per i due capi di Stato è stato l’incontro numero 42 dal 2013, e ogni volta il volume degli interscambi cresce. In tutto fanno 190 miliardi.

Il Belt and Road Forum si è meritato ben tre ore di colloquio tra Xi Jinping e Vladimir Putin, l’ospite d’onore dell’evento di Pechino. In Italia l’iniziativa ha preso il nome di Via della Seta per esigenza di chiarezza nella comunicazione mediatica. Agli Stati partecipanti, che sono 70, a rappresentare il 63% della popolazione mondiale, ovvero 4,4 miliardi di persone, quel che importa però sono gli affari. E non si tratta solo di seta.

Xi e Putin sembrano amarsi davvero
Xi Jinping e Vladimir Putin: un’amicizia che cambia il mondo – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Sul tavolo, da dieci anni, c’è l’obiettivo di migliorare i collegamenti con la Cina via terra e via mare, costruendo nuove infrastrutture. Ferrovie, porti, strade, così come politiche fiscali e accordi per facilitare l’importazione e l’esportazione di merci. La Cina ha voluto potenziare i rapporti commerciali con l’Asia meridionale e centrale, la Russia, l’Africa e l’Europa. Tre continenti vengono così attraversati da flussi di merci di dimensioni mai viste. Questo è il programma di sviluppo più importante di tutti i tempi.

Collaborazioni particolarmente fruttuose

Lo dicono i numeri, con quei 900 progetti di infrastrutture nuove, che mettono in campo poco meno di mille miliardi di investimenti. Il risultato è stato spettacolare: sono stati creati più di 180mila posti di lavoro e sono stati investiti 50 miliardi di dollari in nuove opere. Ogni Paese coopera con la Cina alla pari, mantenendo il diritto al proprio modello di sviluppo. Cresce ovunque, inevitabilmente, la logistica. Per i traffici commerciali via mare, si è aperta l’opportunità di un collegamento attraverso il mar Cinese e l’oceano Indiano, e con il Pacifico meridionale navigando per il mar Cinese.

Xi e Putin sembrano amarsi davvero
La Grande Sala del Popolo di Pechino, dove si è tenuto il Forum – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Risultati straordinari che rafforzano la Cina ma anche gli Stati che con il colosso asiatico collaborano. Con le merci, come sempre, circola la cultura. E l’amicizia. Uno dei risultati del forum infatti è sentimentale. Ormai Xi Jinping, parlando nella Grande Sala del Popolo, può permettersi di rivolgersi a Vladimir Putin come a un “vecchio amico”, con il quale si è instaurato un “buon rapporto di lavoro”. I due capi di Stato da dieci anni potenziano la collaborazione tra i loro Paesi, che vale già 190 miliardi di dollari e potrà prossimamente tagliare il traguardo dei 200 miliardi.

Quando i vecchi amici fanno circolare 200 miliardi di dollari

Xi Jinping ha ribadito la sua strategia, che evita gli scontri ideologici tra blocchi e i giochi geopolitici. La Repubblica Popolare si oppone alle sanzioni unilaterali, alla coercizione economica, alla separazione delle economie e alla rottura dei legami. E’ un manifesto della globalizzazione trascinata dall’economia, in nome degli interscambi commerciali. Putin, al termine delle tre ore di colloquio, ha sottolineato che le minacce comuni, a partire dalla crisi in Medio Oriente, in realtà dànno più energia alla cooperazione tra Russia e Cina.

Entrambi gli Stati lavorano, almeno così afferma Xi, per salvaguardare la giustizia internazionale e promuovere lo sviluppo globale. Evitando, inutile dirlo, qualunque riferimento sgradevole alla situazione dell’Ucraina, per non minare la fiducia reciproca, che si è rafforzata appunto nel confronto su alcune questioni regionali e internazionali. La Cina da sola vale un terzo delle esportazioni russe di greggio, ed è il partner commerciale più importante per il Cremlino.

A causa di molti fattori, il presidente russo ha dato la chiara sensazione d’essere più debole, tanto da mettere in evidenza il bisogno di politiche estere strettamente coordinate per affrontare condizioni difficili. La sintonia tra Xi e Vladimir è armoniosa anche nella valutazione della grave crisi mediorientale. Il bombardamento di un ospedale, a Gaza, è una tragedia e una catastrofe umanitaria, ha sottolineato il leader russo: i Paesi dell’area vogliono assolutamente che il conflitto israelo-palestinese non dia luogo a una guerra di grandi proporzioni. Dal canto proprio, la Cina ha proclamato ancora una volta la propria apertura verso tutti i Paesi.

 

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