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Pena di morte, sopravvive dopo l’iniezione letale: ora lo vogliono uccidere così | Spaventoso

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Fabiana Coppola

Una nuova terribile pena di morte si sta adoperando nello Stato. Sopravvissuto all’iniezione letale, ora lo uccideranno così.

Una nuova tecnica spaventosa viene adoperata per i condannati a morte, un nuovo metodo per la pena di morte. Sopravvivere all’iniezione letale vuol dire essere uccisi in questo modo orribile che nemmeno i veterinari adoperano: ecco di cosa si tratta.

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Pena di morte, sopravvive dopo l’iniezione letale-Intellettualedissidente.it

Sopravvivere a una delle pene di morte più dure, l’iniezione letale, vuol dire morire in un modo ancora più spaventoso. È quello che succederà al detenuto che 9 mesi fa non è morto con il metodo utilizzato fino ad ora. Si dà il via dunque alla sperimentazione dopo l’approvazione anche in altri stati nonostante si tratti di una pratica ritenuta inaccettabile anche dai veterinari.

Pena di morte, il metodo per uccidere il detenuto sopravvissuto 9 mesi fa a un’iniezione letale: ecco di cosa si tratta

Con il detenuto Kenneth Smith, sopravvissuto 9 mesi fa a un’iniezione letale, l’Alabama utilizzerà un altro metodo per l’esecuzione della pena di morte ai condannati. Fino a quel momento non era mai stata sperimentata, ma è stata approvata, oltre all’Alabama, anche in stati come il Mississippi e l’Oklahoma.

La prassi spaventosa però è ritenuta inaccettabile addirittura dai veterinari che non la usano come forma di eutanasia sugli animali. Nonostante ciò il procuratore generale dello stato ha chiesto alla Corte Suprema, come scrive Ap, di usare il metodo per l’esecuzione del detenuto sopravvissuto: ecco come verrà ucciso.

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Ora lo vogliono uccidere così | Spaventoso-Intellettualedissidente.it

Il metodo utilizzato si chiama “ipossia da azoto” ovvero la sostituzione dell’ossigeno respirato con l’azoto. Il detenuto infatti, secondo quanto riporta il Guardian, è sopravvissuto 9 mesi fa all’iniezione letale. Secondo gli avvocati del condannato però in quell’occasione i dolori erano stati così forti da essere paragonati alle torture.  Con questo metodo però ci sarà tanta sofferenza. L’uomo respirerà azoto e di fatto cervello e organi vitali moriranno portando al decesso per soffocamenti. La pratica è stata ritenuta “disumana” e denunciata dagli esperti di pena di morte degli Stati Uniti. Si tratterebbe infatti di un esperimento su una cavia umana.

Kenneth Smith, come scrive il Guardian, è stato condannato per l’omicidio di Elizath Sennet nel 1988. Il delitto fu commissionato dal marito della vittima che lo pagò mille dollari per uccidere la donna e riscuotere il premio dell’assicurazione. La giuria votò per l’ergastolo, ma il giudice mandò l’omicida al braccio della morte.

Il modo in cui si è deciso di procedere con l‘esecuzione però è fortemente osteggiato anche da Maya Foa, dirigente dell’organizzazione per i diritti umani “Reprieve”, che ha dichiarato: “L’Alabama ha già torturato Kenneth Smith una volta, legandolo e pungendolo con aghi per più di un’ora nel tentativo fallito di ucciderlo. È sorprendentemente sconsiderato e crudele riprovare utilizzando un metodo di esecuzione non testato che ha tutte le probabilità di causare terribili sofferenze”.

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