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Gasdotto sabotato, l’ombra della Cina

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Gianluca Merla

C’è una nuova pista sul disastro del gasdotto. Ora le indagini sul sabotaggio vedono le ombre della Cina

Mentre la guerra tra Israele e Hamas continua, con le tensioni che aumentano sempre di più sia in Medio Oriente che in Occidente, il conflitto in Ucraina non si è affatto risolto, anzi.

Gasdotto sabotato, l'ombra della Cina
C’è l’ombra della Cina dietro il gasdotto sabotato (ansa) – L’intellettualedissidente.it

Mentre Mosca rilancia le sue azioni militari in territorio ucraino, la battaglia tra Europa e Russia continua anche sul fronte dell’Intelligence e del controspionaggio. Ci sono infatti novità per quanto riguarda il sabotaggio del gasdotto Baltic Connector. Ed iniziano ad esserci ombre cinesi.

La Cina e le coincidenze

L’attacco al gasdotto Baltic Connector, che collega la Finlandia all’Estonia, potrebbe avere finalmente un mandante e un esecutore. Secondo la polizia di Helsinki che sta effettuando le indagini potrebbe esserci Hong Kong tra coloro che hanno pianificato ed eseguito il sabotaggio. In particolare, ad essere accusata è stata la Newnew Polar Bear. Le autorità hanno infatti avviato un’inchiesta che vedrebbe i danni al gasdotto finlandese causati da attività esterne. A rivelare l’attacco fu una fuga di notizie che annunciò la chiusure del gasdotto lo scorso 8 ottobre.

Gasdotto sabotato, l'ombra della Cina
Ecco che cosa hanno scoperto gli investigatori finlandesi (ansa) – L’intellettualedissidente.it

Il National Bureau of Investigation ha commentato in una nota che “i movimenti della nave Newnew Polar Bear coincidono sia con il luogo che con il momento in cui c’è stato il danno al gasdotto“. Gli investigatori hanno fatto sapere che collaboreremo con le autorità cinesi, in modo da chiarire quale sia l’effettivo ruolo della nave. Si tratta di un’imbarcazione mercantile di circa 170 metri, il cui armatore è la Hainan Xin Xin Yang Shipping. Secondo le indagini la nave avrebbe compiuto una navigazione particolarmente lunga attraverso la rotta del Nord, nella zona del circolo polare Artico nel mar Baltico.

Secondo gli ingegneri che hanno analizzato le conseguenze del sabotaggio saranno necessari circa cinque mesi per poter finalmente riparare il gasdotto. Si tratta di un’infrastruttura fondamentale per il Paese, in quanto è in grado di rendere la Finlandia indipendente in maniera totale dalle importazioni di gas liquefatto per l’inverno. Non è la prima volta che ci sono danni alle infrastrutture scandinave negli ultimi mesi. Anche la Svezia, infatti, ha segnalato dei danni ad un cavo sottomarino di telecomunicazione, sempre collegato con l’Estonia. Il ministro della Protezione Civile svedese, Carl-Oskar Bohlin, ha dichiarato che non è ancora possibile determinare quali siano state le cause del danno.

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