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E anche Netanyahu corre nel bunker

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Gianluca Merla

La guerra continua, ma anche per il leader israeliano. Ora anche Netanyahu corre nel bunker per sfuggire alle bombe

Non c’è pace per il Medio Oriente. In Terra Santa si continua a combattere e il rumore dei razzi e dei colpi di cannone continuano a riecheggiare senza sosta.

Anche Netanyahu corre nel bunker
Il Premier israeliano costretto a correre al suono delle sirene (Ansa) – L’Intellettualedissidente.it

Un conflitto che probabilmente nessuno si aspettava e che ha colto di sorpresa tanto l’Occidente quanto le forze di Tel Aviv. La tensione in Israele e sulla Striscia di Gaza si potrebbe toccare con mano e a testimonianza di ciò l’ultimo episodio ripreso da giornalisti e osservatori. Nonostante la disparità delle forze in campo, infatti, anche Netanyahu è stato costretto a correre nel bunker.

Suonano le sirene

L’esercito di Tel Aviv si è appostato a Sud del Paese, sui confini della Striscia di Gaza, per accerchiare la città grande e affondare il colpo e vendicarsi dopo l’attentato subito sabato 7 ottobre. Sono migliaia le vittime civili e militari in Terra Santa, ma ancora di più quelli presenti nella Striscia, dove i missili israeliani continuano ad impattare non lasciando scampo a miliziani e civili. Ma la guerra, come tutti i conflitti, si gioca su entrambi i fronti e anche chi vive in condizioni di vantaggio a volte è costretto a nascondersi.

È quello che è successo solo alcune ore fa proprio in Israele, dove il Primo Ministro Netanyahu è stato costretto ad entrare in un bunker. Al suono delle sirene d’allarme che si fanno sentire sempre più spesso nella capitale, anche il governo, insieme al suo Primo Ministro, si è visto costretto a mettersi al riparo. L’episodio è stato perfino “catturato” dai media israeliani, i quali hanno pubblicato la foto del Premier all’interno di un bunker assieme al Segretario di Stato americano, Tony Blinken. Il numero 2 di Biden ha infatti raggiunto Tel Aviv per fare il punto della situazione ed è stato costretto anche lui a mettersi al riparo.

Così come i media israeliani, infatti, anche il Dipartimento di Stato americano ha confermato la “fuga” nel rifugio di Bliken, insieme a Netanyahu e al gabinetto di guerra. I giornali di Israele hanno anche fatto sapere che, al termine della riunione tra gli uomini del governo Usa, con quelli del governo israeliano, Tony Blinken non ha lasciato il Medio Oriente. Il Segretario di Stato si è invece diretto ad Amman, in Giordania. Per esperti ed analisti questo potrebbe essere il segno di un proseguire positivo dei negoziati tra le parti in campo.

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