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Pensione di invalidità diventa facile: finalmente pioggia di soldi senza problemi

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Maria Grazia Verderame

Importanti novità per chi necessita della pensione di invalidità. Più facile ottenerla, ma bisogna avere dei requisiti fondamentali.

La pensione di invalidità è un’importante misura economica per il sostegno economico delle persone che hanno dei limiti fisici e mentali per poter accedere nel mondo del lavoro. In Italia per accedere alla pensione o l’assegno bisogna avere un punteggio di almeno 74 punti. Da questo momento un invalido civile può chiedere all’Inps la misura mensile che gli spetta in base al suo reddito annuo. 

pensione di invalidità: novità
Novità sulla pensione di invalidità (ilovetrading.it)

 

La pensione, infatti, è limitata alle sole persone che hanno un reddito annuo fino a 17.920 euro, mentre l’assegno è per chi non ha più di 5.391 euro annuali. Le ultime novità riguardo la pensione di invalidità riguardano la facilità di accesso al sostegno economico, che garantisce delle facilitazioni per chi attende l’assegno. Ecco di quali aggiornamenti si tratta e quali sono i requisiti.

La pensione di invalidità cambia ancora, più facile per chi la richiede

I giudici della Suprema Corte hanno attuato un’interpretazione delle norme che permette di ridurre i tempi per accedere alle pensioni di invalidità. I requisiti però sono stringenti poiché riguardano solo le vittime del terrorismo, della mafia e del dovere. La Cassazione ha dunque fissato i principi del calcolo dei benefici dovuti a queste categorie di beneficiari della pensione di invalidità.

pensione di invalidità più facile: requisiti
Ecco i requisiti per accedere più facilmente alla pensione di invalidità (lintellettualedissidente.it)

Secondo quanto affermato dai giudici della Cassazione, il trattamento riservato a coloro che hanno subito danni od ottenuto una liquidazione prima dell’entrata in vigore delle disposizioni attuali, risalenti al 2019, deve essere identico a quello riservato a chi ha subito danni od ottenuto la liquidazione successivamente.

I benefici dovuti alle vittime del terrorismo, criminalità organizzata, del dovere o delle persone equiparate a loro, devono essere calcolati in base alla percentuale di invalidità totale, quantificata in base ai criteri medico-legali. Come stabilito dalla Cassazione, l’obiettivo del legislatore era quello di estendere i benefici per le vittime qualificate.

Questo perché qualsiasi altra azione sarebbe incostituzionale perché violerebbe l’articolo 3 della Costituzione secondo cui tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge. Inoltre, non è ragionevole sostenere che si vuole ottenere una disparità sociale per le vittime del dovere e del terrorismo, che si trovano nella stessa condizione, basandosi unicamente sul fatto che l’assegnazione dell’indennità sia avvenuta prima o dopo una certa data. Non è giustificabile che ad alcune vittime sia riconosciuto il danno morale nell’assegnazione dell’invalidità e ad altre no in base alla sola data di assegnazione.

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