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Questo cocktail potrebbe aver salvato milioni di vite da una terribile malattia, meriterebbe un monumento

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Albert Verdese

Forse pochi di noi conoscono la terribile malattia dello scorbuto: anche nota come la malattia dei marinai. Colpiva, infatti, chi non assumeva vitamina C per lungo tempo. E quindi, soprattutto, chi viaggiava per nave. La totale assenza di vitamine dalla dieta di una persona, infatti, determinava una lenta morte, preannunciata dalla progressiva caduta dei denti e dei capelli.

Alcuni studi hanno suggerito che ben 2 milioni di marinai potrebbero essere morti a causa dello scorbuto dal 1500 al 1800. Ma pochi sanno che un cocktail, potrebbe averne salvati altrettanti dal 1800 in poi. Il tutto, nonostante nessuno sospettasse l’esistenza della vitamina C. Che, infatti, venne studiata per la prima volta nel XX secolo. Il merito di tanto è di un drink poco conosciuto, il grog. In sintesi, una miscela di rum, zucchero e succo di limone (o di lime).

Una storia pazzesca

Fino al 1740 i marinai inglesi, impegnati in guerre ed esplorazioni per gli Oceani, ricevevano del rum per alleviare le pene dei viaggi. Il grande problema, però, era l’altissima mortalità di scorbuto. Nessuno aveva capito a cosa fosse dovuto. Certi viaggi vedevano la morte di anche la metà della flotta per lo scorbuto.

Il primo a rendersi conto della correlazione positiva tra limoni e prevenzione dallo scorbuto fu il medico Edward Vernon, che ne introdusse l’utilizzo all’interno delle porzioni di rum di alcune navi inglesi già nel 1740. Ma la poca risonanza dei risultati e la poco chiara correlazione non portò immediatamente successo al drink. Oltretutto ai marinai non piaceva la scelta, perché alleggeriva il tenore alcolico della loro razione.

L’anno della svolta definitiva avvenne su larga scala nel 1795: il generale britannico Blane comprese il motivo degli effetti benefici della ricetta. Il succo di limone, se conservato all’interno dell’alcol, poteva mantenere inalterate le proprie sostanze nutritive. Aspetto che non avveniva in caso di conservazione in stiva o di bollitura, per perdita dei valori nutritivi. Così ordinò che le porzioni giornaliere di grog venissero allungate di tre quarti d’oncia di succo di limone. Questo, però, per ogni singolo marinaio della flotta di Sua Maestà.

Questo cocktail potrebbe aver salvato milioni di vite

L’utilizzo del rum allungato venne ridicolizzato dai nemici degli Inglesi. La marina americana chiamò i britannici con il vezzeggiativo dispregiativo di limeys, ovvero “agrumati”. Eppure, quelli che si rifiutarono di applicare quel metodo, non riuscirono ad evitare le morti da scorbuto. Gli spagnoli, infatti, non somministravano alcolici ai propri marinai, mentre i francesi non riuscirono ad organizzare le immense difficoltà tecniche che comportava il rifornimento costante di limoni all’intera flotta. Basti pensare che nel 1804 gli inglesi calcolarono la necessità di 190.000 litri di succo di limone per soddisfare le esigenze delle oltre 1000 navi da guerra impegnate contro Napoleone.

Tra l’altro i limoni in Europa provenivano quasi tutti dalla Spagna. Paese con il quale, però, l’Inghilterra era in guerra. Dovettero ripiegare sul succo di lime, di cui erano ricchi grazie ad alcuni possedimenti britannici nelle isole dei Caraibi. Nelle battaglie decisive contro Napoleone, però gli inglesi avevano quasi azzerato le orribili morti da scorbuto. I francesi, no.

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