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‘Mogli e buoi dei paesi tuoi’: ti sei mai chiesto perché si dice così? Tutto merito della campagna | Ti sorprenderemo

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Samanta Airoldi

Vi siete mai chiesti da dove derivi il vecchio proverbio “mogli e buoi dei Paesi tuoi”? Non crederete alla spiegazione.

Tra i tanti antichi proverbi legati alla saggezza popolare, ve ne è uno davvero molto curioso che associa i buoi alle donne, o meglio, alle mogli. In questo articolo vi sveliamo l’origine di questo detto.

Proverbio mogli e buoi
Origine del proverbio sulle mogli e i buoi/ Intellettualedissidente.it

 

L’Italia è il paese dei mille campanili e ogni “campanile” rappresenta un mondo a sé. Un piccolo cosmo fatto di usi, costumi, tradizioni, dialetti e proverbi. Soprattutto nei paesi un po’ più piccoli c’è un antico proverbio che i genitori e i nonni, almeno fino a un paio di decenni fa, erano soliti ripetere ai giovani. Il detto – ancora in uso oggi anche se molto meno – recitava: “mogli e buoi dei Paesi tuoi“. Da piccoli non capivamo cosa potessero mai c’entrare i buoi con una moglie.

Ecco l’origine del proverbio

Chi è molto giovane quasi sicuramente non conosceva nemmeno questo proverbio che era molto popolare fino a qualche anno fa. E anche chi lo ha sentito più e più volte potrebbe non conoscere l’origine del detto. Ecco allora svelato l’arcano.

Significato del proverbio mogli e buoi
Significato del proverbio sulle mogli e i buoi/ Intellettualedissidente.it

 

Il proverbio “mogli e buoi dei Paesi tuoi” ha origine nelle campagne, quando le famiglie di contadini ancora utilizzavano i buoi per i lavori di fatica come, ad esempio, arare i campi. E i buoi si compravano nelle vicinanze, nello stesso paese in cui si viveva. Da qui il concetto è stato esteso anche ai fidanzamenti e ai matrimoni: i nonni e i genitori consigliavano i ragazzi di trovare una moglie che fosse dello stesso paese. Per quale ragione? Probabilmente perché un tempo le famiglie di contadini si conoscevano bene tra loro e, dunque, volevano che i figli e i nipoti sposassero magari le figlie o le nipoti dei loro amici che conoscevano da sempre.

Un’altra spiegazione potrebbe essere quella che, un tempo, si dava per scontato che chi era cresciuto nel medesimo luogo, avesse gli stessi valori, le stesse idee e le stesse abitudini. Non si dava molta importanza alla singolarità di ogni individuo. Oggi, va da sé, che nessuna famiglia darebbe più un simile consiglio ai giovani anche perché viviamo in città connotate dal pluralismo etnico, culturale e religioso.

Oggi i bambini italiani vanno a scuola, giocano e crescono assieme a bambini figli di stranieri che, talvolta, seguono un’altra religione. Pertanto il futuro – ma già il presente – è caratterizzato da un “melting pot” culturale piuttosto che da tradizioni tutte uguali. Del resto come sono passati – fortunatamente – di moda i buoi per arare i campi, così anche il proverbio oggi fa solo sorridere.

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