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L’esempio dei Giapponesi che combattono l’ansia e le preoccupazioni del tempo che passa grazie agli insegnamenti dei samurai

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Simone Scalas

Nella frenesia del mondo moderno, l’ansia data dal tempo che passa può essere davvero opprimente. Dal Giappone arrivano degli insegnamenti che dovremmo fare nostri per riuscire a stare meglio. Non è difficile, basta seguirli pedissequamente.

Avere in mano una guida preziosa per raggiungere la necessaria consapevolezza che ci porta a stare bene è una vera fortuna. Dal Giappone, gli insegnamenti dei samurai sono ancora lì a indicarci un percorso, è necessario fare ordine e avere fiducia, i risultati nella vita di tutti i giorni saranno sorprendenti. Gli antichi guerrieri erano maestri nell’arte di vincere l’ansia. Perché erano totalmente consapevoli di come si poteva essere presenti nel momento presente, padroni dei propri pensieri, in controllo delle azioni e delle emozioni.

Il segreto dei samurai era quello di non fare pratica ma di adottare uno stile di vita. Non si tratta di fare esercizio ma di vivere in un determina modo, di sposare una causa, uno stile di vita, che ci portano a ragionare in un determinato modo in maniera automatica. I samurai vivevano il presente, l’attimo presente, senza pensare al passato e al futuro. Questa pratica richiede disciplina inizialmente, ma una volta che diventa la costante della nostra vita, i risultati sono sorprendenti. Si acquista una incredibile calma interiore e si rimane focalizzati a lungo.

Meditare non è semplice per i principianti

L’esempio dei Giapponesi che combattono l’ansia deriva da tradizioni e insegnanti antichi. Sono i guerrieri, i famosi samurai, a spiegare come si tiene a freno l’ansia, come si neutralizzano le preoccupazioni della vita quotidiana e del tempo che passa. Spesso ci sentiamo frustrati dal fatto che non riusciamo a sfruttare le ore che abbiamo a disposizione, tante idee e poca concretezza. Fantasmi dal passato e preoccupazioni future ci bloccano. Non riusciamo a capire cosa ci sia che non va, quali siano gli errori che facciamo. Forse stiamo ragionando troppo e in maniera disordinata.

I samurai dedicavano una buona parte della giornata alla meditazione. A noi potrebbe bastare un’ora al giorno. Meditare all’inizio non è facile, non porta a nulla. È necessario avere fede, stare lì tutti i giorni per almeno un’ora. La svolta arriverà all’improvviso, un giorno che non ce lo aspettiamo. Stress ed ansia accumulata saranno sotto controllo e la pace interiore arriverà senza fatica.

L’esempio dei Giapponesi che combattono l’ansia con i doveri quotidiani

I Samurai davano molta importanza alle attività quotidiane. Preparare il tè, praticare le arti marziali, camminare nel bosco. Ogni azione veniva eseguita con attenzione e con gratitudine. Ci muoviamo nella nostra quotidianità come degli automi, come se tutto fosse scontato. Proviamo a riflettere quando ci facciamo un caffè, quando andiamo in palestra e facciamo una passeggiata. Stiamo realmente godendo nel fare queste azioni? Nel momento in cui apprezziamo ogni minimo dettaglio, ogni secondo dell’azione che eseguiamo, le preoccupazioni per il tempo che passa scompariranno.

Spesso riversiamo sulla paura per il futuro, l’ansia attuale, creiamo un miscuglio di sentimenti che non riusciamo a controllare. I samurai erano risoluti e coraggiosi nell’affrontare le sfide. Se abbiamo un impegno che non ci fa dormire la notte, invece di pensarci e ripensarci, concentriamoci sul momento esatto in cui saremo nel pieno dell’azione. Pensiamo solo a quello, il tempo passerà in fretta e ci troveremo proprio dentro quell’attimo. Ecco, viviamolo al meglio, con forza e determinazione. E facciamo così ogni volta che una nuova sfida si ripresenta, anche se si stratta di sfide quotidiane, vivere in pieno e al massimo annulla la paura. Anche quella del tempo che passa.

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