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Il giorno che ha cambiato l’Italia: ecco uno dei libri che tutti quanti dovremmo avere sul comodino

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Paolo Oggioni

Il 16 marzo del 1978 l’Italia si è svegliata con una notizia tanto terribile quanto sorprendente. Un mistero su cui, ancora oggi, non si è ancora fatta chiarezza.

Sono passati esattamente 46 anni. Quello che è successo in via Fani a Roma, intorno alle 9 del mattino del 16 marzo, è, però, una ferita ancora aperta nella storia del nostro paese. Un agguato terroristico che mise fine alla vita di cinque agenti della scorta di Aldo Moro, che venne rapito in poco meno di tre minuti.

La strage di via Fani

In un momento già molto turbolento per l’Italia, la vicenda Moro rappresenta l’apice di quelli che, alla storia, sono passati come “anni di piombo”. Il sequestro e la successiva esecuzione del leader della Democrazia Cristiana è uno dei fatti di cronaca più importanti di tutto il Novecento italiano. Su questo evento di cronaca così importante sono stati spesi tantissimi fiumi di inchiostro. Non solo, documentari, film, dibattiti, trasmissioni televisive e ricostruzioni storiche, negli ultimi anni, per le piattaforme digitali. Tanto si è detto, tanto si è scritto, ma ancora tanti lati grigi esistono in una storia che mette insieme più attori.

Il libro che racconta la prigionia di Moro

“I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia: Perché Aldo Moro doveva morire?” è uno dei libri più interessanti sulla vicenda. Racconta i retroscena di 55 giorni di febbrili trattative per cercare la liberazione del leader della Dc. Al tempo stesso, però, fa capire che quella liberazione non era voluta realmente da tutti. Il nome di Moro e la sua strategia di avvicinamento ai comunisti aveva fatto sì che ci fosse una spaccatura, non solo all’interno della politica italiana. Ferdinando Imposimato, giudice istruttore del caso, ha raccolto decine di testimonianze e documenti che hanno composto quest’opera, edita da Newton Compton Editore.

Acquistabile con soli 6,99 euro su Amazon, è uno dei libri più interessanti e completi sulla vicenda. Non alimenta la cultura del sospetto, ma si basa su fatti concreti, analizzati da chi, per lavoro, si è trovato di fronte a uno scenario molto intricato. Talmente complesso che, anche dopo 46 anni, non si può affermare che sull’intera vicenda si sia effettivamente fatta luce. Al di là delle celebrazioni che ci saranno oggi a Roma, come puntualmente accade ogni anno, leggerlo dovrebbe essere un dovere per tanti di noi. Soprattutto per i più giovani che non hanno vissuto il fatto di cronaca che maggiormente ha cambiato l’Italia in cui vivono ora.

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