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Il documentario di Netflix che sta cambiando la vita di moltissime persone

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Albert Verdese

La popolare piattaforma di streaming produce e trasmette generi ulteriori rispetto a film o serie televisive. Propone anche documentari destinati ad un tipo di fruizione diversa. Proprio come quella dei documentari che aiutano a migliorare il rapporto che abbiamo con noi stessi.

Ed è diventato quasi un cult del genere l’approccio empatico proposto da “Il metodo di Phil Stutz” Si tratta di un documentario proposto da Jonah Hill, attore e regista di Hollywood noto per film come The Wolf of Wall street.

Johan soffre da anni di attacchi di ansia, e frequenta come tante persone uno psichiatra per ritrovare la propria serenità. Così ha deciso di dedicare un documentario al metodo dell’uomo che lo ha preso in cura per tanti anni, ed ha dato vita al documentario di Netflix che sta cambiando la vita di molte persone.

Alcuni principi che hanno reso il documentario un successo mondiale

Phil Stutz è un celebre psichiatra, noto per avere un approccio pragmatico nei confronti dei problemi delle persone. Ma è anche un uomo, che riconosce e convive con tanti fantasmi del passato e del presente. Ed è proprio questa componente che rende il documentario Jonah Hill vivido e toccante. Il dottor Stutz infatti aiuta i suoi pazienti non con complicate teorie, ma con precetti di base che inseriscono comportamenti e pensieri positivi nella vita delle persone.

Ad esempio, secondo Phil Stutz un metodo semplice ma funzionante per far ripartire il nostro corpo e la nostra mente nei momenti di passeggiera tristezza, è farlo ricollegare alle persone, alla salute del corpo e della mente: Dormire e mangiare bene, fare attività fisica, e condividere più possibile le nostre sensazioni ed interessi con altri esseri umani sono strumenti preventivi fondamentali. E che certamente aiutano a risolvere alcune ferite che potrebbero diventare traumi.

Il documentario di Netflix che sta cambiando la vita di molte persone

Non solo, accettare l’imperfezione come parte delle cose ci aiuta a perdere ansia ed insoddisfazione verso ciò che non possiamo cambiare. Lo stesso vale per la consapevolezza di elementi inevitabili nella vita: la necessità di lavorare, la paura nei confronti del dolore e della solitudine e via dicendo. Non si tratta peraltro di questioni sciamaniche. Gli studi scientifici dimostrano in maniera evidente la correlazione tra la solitudine e l’insorgere di patologie mentali in tarda età, così come specificano l’impatto di una sana alimentazione sul funzionamento del corpo e della mente.

Con la salute mentale non si può scherzare. E neppure con gli stati d’ansia e con le gabbie invisibili che bloccano molti di noi. Certo, per quanto Phil Stutz fosse apprezzato globalmente già prima del documentario, non si può pretendere che una serie di Netflix possa risolvere questioni di salute serie. Può però ricordarci che prima di piombare in una spirale, esistono alcuni pensieri che ci aiutano a rasserenare la nostra visione delle cose. E soprattutto, ci aiutano a capire che quando stiamo passando un brutto momento non siamo soli. Ci sono milioni, se non miliardi di persone, che possono comprendere e condividere certe paure o ansie. Non sono fonte di vergogna, ma rappresentano condizioni fisiologiche di un essere pensante e complesso come è l’essere umano.

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