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Gruppo editoriale GEDI, ecco tutte le testate giornalistiche e non solo che fanno parte della cordata

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Ignazio Taormina

Il gruppo GEDI è uno dei maggiori editori italiani, fondato nel 2017, la cordata vanta una lunga tradizione nel mondo dell’editoria e dei media. Possiede alcuni dei giornali più importanti del paese, come La Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX e Il Messaggero. In questo articolo, analizzeremo le caratteristiche di questi giornali e la loro importanza nel panorama mediatico italiano.

Gruppo GEDI, “La repubblica” uno dei quotidiani più noti in tutta Italia

La Repubblica è sicuramente uno dei giornali più conosciuti e influenti d’Italia. Fondato nel 1976, il quotidiano romano è stato uno dei primi a rompere con la tradizionale linea editoriale dei partiti politici, adottando un atteggiamento critico e indipendente nei confronti del potere. La Repubblica si distingue per la qualità dei suoi giornalisti e per la ricchezza dei suoi approfondimenti, che spaziano dalla politica alla cultura, dall’economia alla cronaca nera. Il quotidiano di Eugenio Scalfari ha sempre avuto un forte legame con il mondo della sinistra italiana, ma negli ultimi anni ha cercato di ampliare il proprio pubblico, aprendosi anche a temi più “popolari. La Repubblica ha inoltre investito molto nella sua versione online, diventando uno dei siti di informazione più visitati in Italia.

“La Stampa”, punto di riferimento per il nord Italia del gruppo GEDI

Altra testata di spicco del gruppo GEDI è La Stampa, uno dei giornali più antichi d’Italia, fondato nel 1867 a Torino. La Stampa si è sempre distinta per la sua attenzione alle vicende del Nord Italia e per la sua capacità di analizzare in profondità i temi di attualità. Il giornale diretto da Maurizio Molinari ha inoltre una lunga tradizione nel campo dell’inchiesta, che gli ha permesso di conquistare numerosi premi giornalistici. Anche La Stampa ha saputo adeguarsi ai tempi, rendendo disponibile la propria offerta anche online.

“Secolo XIX” e “Il Messaggero” continua il patrimonio di testate autorevoli della cordata GEDI

Il Secolo XIX è un quotidiano genovese fondato nel 1886. Si tratta di un giornale molto radicato nella realtà del Nord Italia, che si occupa principalmente di politica, economia e cronaca locale. Il Secolo XIX ha una forte attenzione per il mondo dell’industria e dell’economia, ed è molto seguito dal mondo imprenditoriale del Nord Italia. Il quotidiano diretto da Andrea Cangini si è inoltre distinto per la sua capacità di denunciare le problematiche del territorio, come la crisi del porto di Genova o la questione dei migranti.

Il Messaggero è invece un quotidiano romano fondato nel 1878. Si tratta di un giornale molto radicato nella realtà della Capitale, che si occupa principalmente di politica, cronaca e cultura. Il Messaggero si distingue per la sua attenzione alle vicende della Chiesa cattolica e per la sua capacità di analizzare in profondità i temi della cultura e dell’arte. Il quotidiano diretto da Mario Calabresi ha inoltre investito molto nella sua versione online, diventando uno dei siti di informazione più visitati della Capitale.

Con le sue testate libere, da sempre punto di riferimento dell’informazione italiana, nonostante la crisi, riesce a polarizzare l’informazione con i siti online

Il gruppo GEDI, dunque, possiede alcune delle testate più importanti dell’editoria italiana, che si distinguono per la qualità dei loro giornalisti, la ricchezza dei loro approfondimenti e la loro capacità di adattarsi ai tempi. Tuttavia, come molti altri editori, GEDI sta affrontando una fase di profonda crisi economica, dovuta alla diminuzione delle vendite cartacee e alla crescente concorrenza dei siti di informazione online. La società ha dovuto affrontare una serie di ristrutturazioni e tagli di personale per cercare di riequilibrare i propri conti. Nonostante ciò, il gruppo GEDI continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per il mondo dell’informazione italiana, grazie alla sua capacità di raccontare il paese con un’ottica critica e indipendente.

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