Nella società capitalistica, che già Marx qualificò come “mondo rovesciato”, non vi è più nulla di cui stupirsi. Essa mira alla distruzione dei lavoratori, ma poi anche alla distruzione di quella che Hegel definì l’“eticità comunitaria” (Sittlichkeit). Niente più norme, niente più religione, niente più valori etici: la merce deve poter scorrere indisturbata, senza limiti reali e simbolici. Globalizzazione e distruzione delle “frontiere” etiche, religiose, morali e simboliche procedono di conserva.

Ecco, dunque, il “progetto giochi” del Comune di Trieste proposto in 45 classi delle scuole dell’infanzia. Tra i giochi proposti c’è pure quello del “Se fossi” durante il quale i bambini utilizzando dei costumi si travestono. “I bambini e le bambine – scrivono le schede informative – potranno indossare dei vestiti diversi dal loro genere di appartenenza e giocare così abbigliati”. L’obiettivo è quello di “rilevare la presenza di stereotipi di genere e ad attuare un primo intervento che permetta loro di esplicitare e riorganizzare i loro pensieri, offrendo ai bambini anche un punto di vista alternativo rispetto a quello tradizionale”.

Ebbene, non vi è limiti all’idiozia. Non vi è altro da aggiungere. L’ideologia mondialista gender mira alla creazione e all’esportazione di un nuovo modello antropologico, pienamente funzionale al capitalismo dilagante: l’individuo senza identità, isolato, infinitamente manipolabile, senza spessore culturale, puro prodotto delle strategie della manipolazione. In base alle sacre leggi dell’ideologia gender, non si può più dire sesso, ma solo genere; non si può più dire padre e madre, ma genitore 1 e 2, ecc. Ognuno si sceglie liberamente il sesso, in una confusione integrale del concetto di licenza con quello di libertà. Non esistono limiti e tutto è consentito, a patto che si abbia il corrispondente “valore di scambio” per poterselo permettere. E chi osa sollevare dubbi, anche solo timidamente e in forma interlocutoria, è subito zittito tramite la categoria di “omofobia”, con cui sempre più spesso si silenzia chiunque osi deviare dal pensiero unico politicamente corretto.

Orwellianamente, la creazione della neolingua è funzionale alla desertificazione del pensiero e alla possibilità di immaginare realtà altre rispetto a quella propagandata urbi et orbi dall’ordine simbolico dominante.