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Ora anche l’Intelligenza Artificiale è stata addestrata per truffarci: come funziona il nuovo phishing

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Maurizio Di Matteo

L’IA è senza dubbio uno degli strumenti più utili degli ultimi tempi, ma in mano a malintenzionati può essere utilizzata anche per truffare.

Negli ultimi tempi il fenomeno dell’Intelligenza Artificiale è entrato a far parte della nostra vita. Anche chi era più restio ad utilizzare questo strumento si è poi ricreduto avendone verificata l’utilità nella vita di tutti i giorni, sia in ambito professionale che nel privato. Al contempo, però, questa utilità può essere pericolosa se messa in mano a malintenzionati.

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L’IA, se in mano a cybercriminali, può essere utilizzata per truffare con risultati sorprendenti (lintellettualedissidente.it)

Le potenzialità dell’IA, infatti, sono pressoché infinite e si prestano a qualsiasi richiesta fatta dal suo “interlocutore”. Proprio per questo, diversi cybercriminali e truffatori hanno trovato terreno fertile per affinare ancora di più le loro tecniche di phishing, che mirano ad adescare utenti ignari del pericolo e rubargli preziose informazioni.

Alla luce di questo, è bene imparare a dovere come proteggersi da queste minacce, migliorando i nostri livelli di sicurezza e prestando più attenzione che mai mentre navighiamo in internet. Vediamo nel dettaglio come agiscono ora i truffatori informatici, per conoscerli meglio e prendere misure adeguate per contrastarli.

IA e cybercriminali: un binomio più pericoloso che mai

Una delle strategie più utilizzate dai truffatori è quella di sfruttare l’IA – come, ad esempio, ChatGPT – per creare testi convincenti, in grado di persuadere gli utenti ad abbassare la soglia dell’attenzione e, una volta fidelizzati, chiedergli dati sensibili. Anche il fenomeno del deepfake ha preso piede: grazie alla capacità dell’IA di riprodurre volti e voci delle persone (anche di nostri famigliari) sono in grado di estorcerci informazioni che verranno utilizzate per abbattere i nostri strati di sicurezza.

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Con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale gli hacker hanno vita più facile per truffarci (lintellettualedissidente.it)

Come proteggersi, quindi, da queste pericolose eventualità? Nel caso del deepfake, se analizziamo attentamente il video ricevuto possiamo notare movimenti strani di testa e busto, o anche la desincronizzazione tra video e audio. Ma a volte la nostra attenzione potrebbe non bastare. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a software di sicurezza come antivirus avanzati, firewall e sistemi di gestione delle nostre password, oltre che abilitare un’autenticazione a due fattori per limitare gli accessi indesiderati.

In ambito aziendale, invece, viene in nostro aiuto l’MFA (Multi-Factor Authentication) resistente al phishing. Questo sistema di autenticazione memorizza chiavi e credenziali di sicurezza nell’hardware FIDO2, scongiurando l’utilizzo di qualsiasi password e limitando su larga scala gli attacchi di phishing. Infine, nel caso in cui notiate attività sospette in ambito aziendale o privato, è bene segnalarle ai vostri superiori – o alle autorità – in modo che intervengano per risolvere il problema.

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