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Restare eterni bambini può essere una patologia seria: non scherziamo con la sindrome di Peter Pan

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Melania Marchegiani

Per qualcuno passare dalla giovinezza alla fase adulta può rivelarsi più complicato così da scegliere di rimanere “bimbi per sempre”.

Ci sono alcuni adulti che sentono il bisogno di rimanere bambini per tutta la loro esistenza, confinandosi in tipici comportamenti puerili o nei pensieri cosiddetti “pre-adulti”, rifiutando di assumersi qualsiasi forma di responsabilità. Si parla di “sindrome di Peter Pan”, ovvero “il ragazzo che non voleva crescere”.

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eterni bambini una patologia (l’intellettualedissidente.it)

In questo articolo ci occuperemo di riconoscere quali sono i tratti distintivi che permettono di identificare questa sindrome di cui soffrono sempre più soggetti.

Definizione della sindrome di Peter Pan

La sindrome di Peter Pan consiste nel rifiuto o nella paura di crescere, vale a dire la difficoltà di passare dal pensiero infantile o pre-adulto al pensiero adulto. A denominare per primo questa sindrome fu lo psicologo americano Dan Kiley, che in questo modo ha raggruppato gli adulti emotivamente immaturi che subiscono isolamento durante la loro gioventù.

Sebbene non sia riconosciuto nel manuale di riferimento psichiatrico internazionale, questo disturbo si riscontra quando la psiche introduce un meccanismo di adattamento per far fronte all’ansia di passare dallo status di bambino a quello di adulto in modo irreversibile. Nella fase della crescita la sindrome si manifesta attraverso la paura del buio o di restare soli.

Il rifiuto di proseguire il passaggio dall’età infantile a quella adulta può diventare una vera e propria patologia. La sofferenza scaturisce dagli “ostacoli” o “vincoli” che possono susseguirsi con l’ingresso nella vita adulta, come la probabilità di fallimento professionale o emotivo, per cui invece che  affrontare queste eventualità ci si rinchiude in una mentalità infantile, senza volontà di crescita.

sindrome di Peter Pan
Ansia e insonnia sono alcuni dei sintomi – lintellettualedissidente.it

La sindrome di Peter Pan può essere diagnosticata quando si presentano forte ansia e dipendenza emotiva a cui si aggiungono agitazione, procrastinazione, insonnia causata da pensieri. Gli adulti che hanno paura di crescere hanno difficoltà ad affrontare le grandi questioni esistenziali come la consapevolezza della morte, la solitudine, il trovare o dare un senso alla propria vita.

Tutte queste domande spaventano il bambino dentro il soggetto, che ricerca riparo nella protezione dei genitori. Questi soggetti presentano anche una tendenza al pensare in modo circolare, ovvero concentrandosi sui problemi e sul pensiero negativo invece affrontare l’individuazione di una soluzione o il non provarci affatto.

Queste persone possono anche presentare difficoltà a ricordare il passato o ad avere una proiezione realistica del proprio futuro. A ciò segue una chiara distorsione della visione delle relazioni, per cui risulta difficile strutturare relazioni sane a causa della tendenza a essere egocentrici senza mettersi a disposizione dell’altro o al contrario a essere costantemente al servizio degli altri.

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