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Così è Roma, scavi e trovi una villa

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Paolo Zignani

Venne abitata da aristocratici, tra Monte Mario e il Tevere. Un sogno antico. Sui resti del quale si sta ricostruendo un collettore fognario.

Come sono cambiati i tempi! In superficie i ripetuti, fastidiosi e dannosi allagamenti causati dal cattivo funzionamento del collettore fognario Alto Farnesina; nel sottosuolo, i resti di quel che era un angolo di paradiso. Un’antica villa aristocratica, realizzata in era repubblicana, che si estendeva per diverse decine di metri dalle pendici di Monte Mario al Tevere.

Così è Roma, scavi e trovi una villa
Il sopralluogo del sindaco Gualtieri al cantiere – lintellettualedissidente.it credit Comune di Roma

Nel II secolo d.C. la villa venne ristrutturata, costruendo anche un portico che dava sul Tevere. Chi vi poté abitare era certamente deliziato dalla felicità del luogo, immerso nel verde della capitale del mondo allora conosciuto. Poi gli esperti della storia di Roma hanno perso le tracce del divenire storico.

L’antica villa aristocratica che nessuno s’aspettava

Non si sa più che cosa sia successo nei secoli successivi. Sembra però che l’antica villa sia stata connessa, in era rinascimentale, alla costruzione di Villa Madama, su progetto di Raffaello. Villa Madama è tutt’ora sede di rappresentanza della presidenza del consiglio e del ministero degli esteri.

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Ammirazione per le testimonianze di un’antica vita quotidiana – lintellettualedissidente.it credit Comune di Roma

Frammenti di una storia che affascina e incuriosisce, ma il problema veramente urgente è molto più umido. I reperti sono emersi durante gli scavi necessari a rimettere in sesto il collettore fognario, una croce per chi abita nel quadrante del Foro Italico. Subito gli operai hanno segnalato il ritrovamento alla Soprintendenza archeologica, attirando così i fotografi.

Ma nulla può fermare i lavori del collettore fognario

Se il cantiere di viale dei Gladiatori dovesse fermarsi, sarebbe una disgrazia, dopo la crescita urbanistica che nel corso dei decenni ha messo sotto pressione, e in seria difficoltà, tutta l’area del Foro italico. Altro fattore di pericolo è il cambiamento delle precipitazioni nel corso della storia recente: le cosiddette bombe d’acqua, tanto più in una metropoli che sorge su sette colli, rendono ancora più complessa la gestione del servizio idrico integrato. I lavori però, già appaltati per 7,5 milioni e avviati lo scorso dicembre, si concluderanno senza dubbio entro la scadenza prevista, cioè la fine del 2024.

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Nel 2021 un asilo a Ponte Milvio è stato allagato – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Né li fermeranno i reperti ancora più antichi trovati successivamente. Sono riemersi dalle viscere della capitale dei frammenti di buccheri del VI secolo a.C., ovvero vasi di lucida ceramica nera, tipica delle suppellettili degli Etruschi, e altri oggetti d’uso quotidiano. Intanto si continua a scavare, per poi mettere in sicurezza i reperti e trasferirli, dopo averli smontati.

I danni di Italia ’90 agli abitanti di tutta l’area

Le zone di Ponte Milvio, Tor di Quinto e Corso Francia, dalle parti dello Stadio Olimpico, soffrono troppo e da molto tempo di allagamenti, anche perché le abitazioni sono aumentate. Il primo collettore risale al 1940, inevitabilmente ormai di dimensioni insufficienti. E che tuttavia ha retto fino ai danneggiamenti subiti nel 1990, in occasione dei lavori per la copertura dello Stadio Olimpico, che doveva ospitare i campionati mondiali di calcio.

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Le mura della villa romana scoperta durante gli scavi – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Nel ’90 sono state realizzate opere strutturali di fondazione che hanno ridotto l’ampiezza e la portata del  collettore preesistente, ostruendone il corpo centrale. Fra il ’90 e l’attuale amministrazione Gualtieri c’è stato un altro tentativo di porre fine agli allagamenti. Nel 2010 la giunta Alemanno ha realizzato un nuovo collettore, quello di Gronda, senza però poterlo attivare perché non era ancora stato restaurato e ampliato quello di Alto Farnesina.

I lavori in corso metteranno in connessione i collettori esistenti, di epoche diverse e finalmente coordinati. Lo studio dei reperti archeologici d’altro canto continuerà, senza interferire con il cantiere. Il cantiere di viale dei Gladiatori ha aperto nuovi orizzonti agli storici e agli archeologi, che ora iniziano a ipotizzare che lungo le rive del Tevere siano esistite altre ville. Sinora, non erano mai stati scoperti fuori dal centro storico resti come quelli riemersi a Monte Mario. La Roma antica potrebbe aver avuto un aspetto ancora ignoto, con maggiori insediamenti lungo il Tevere, dimostrandosi quindi ancora più grande di quanto si sapesse.

 

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