Chi siamo

Disclaimer

Privacy Policy

Scoperto perché calciatori e allenatori vanno tutti in Arabia: non c’entrano solo i soldi | Una furbata

Foto dell'autore

Michelangelo Loriga

Sono diversi i protagonisti dei campionati di calcio europeo che quest’estate hanno scelto di andare a giocare in Arabia. Oltre agli stipendi, c’è qualcos’altro che li attira lì

Come tutte le cose, anche lo sport sta divenendo sempre di più preda di miliardari e di personaggi intenti a voler fare solamente del profitto. Il tifo, la passione, l’ambizione e il senso di appartenenza stanno lasciando, sempre più spesso, spazio alle cifre scritte sui contratti, per la gioia dei protagonisti e, di contro, lo stupore negativo da parte dei tifosi. Questi ultimi sono sempre stati legati ad altri tipi di motivazioni nel seguire la squadra a cui tengono, quindi le caratteristiche dello sport moderno sembrano piacere loro sempre di meno.

Benzema Saudi pro league
Benzema ha scelto di andare in Arabia Saudita (Ansa) – lintellettualedissidente.it

Eppure, i fan più accaniti non riescono proprio a fare a meno di guardare degli atleti strapagati e sempre più attenti al proprio tornaconto economico, più che al legame con essi (con la speranza che un giorno si possa anche tornare a degli stipendi accettabili). Un taglio netto con il passato, quando i salari di chi si cimentava nel mondo agonistico sembravano essere più appropriati.

Emblema di questi cambiamenti è, assolutamente, il mondo del calcio, il quale quest’estate, durante il mercato, ha iniziato ad esser sempre di più mira dei petroldollari provenienti dall’Arabia Saudita. In effetti, gli sceicchi sembrano avere molto a cuore una crescita esponenziale di questo settore sul proprio territorio, tentando con dei contratti faraonici dei giocatori che in Europa hanno fatto la storia o, comunque, dei talenti che eravamo abituati a vedere nel vecchio continente.

Perché i calciatori scelgono l’Arabia Saudita

Fra i nomi più eclatanti che si sono avvicinati alla Saudi Pro League, non si può fare a meno di citare Benzema, Mahrez, Mané e, primo fra tutti, dato che il suo passaggio dal Manchester United all’Al-Nassr è avvenuto lo scorso anno, Cristiano Ronaldo.

Ronaldo contratto Arabia Saudita
Ronaldo e lo stipendio faraonico in Arabia (Ansa) – lintellettualedissidente.it

Ma non sembra essere solamente il contratto ad attirare i calciatori in Arabia Saudita, ma anche un’altra motivazione da non sottovalutare. In molti, di fatto, pensano che una delle caratteristiche del Paese possa essere attraente per chiunque, ossia la pressione fiscale esistente in quelle zone. 

Più precisamente, nei campionati europei maggiori, ossia quello spagnolo, quello inglese, quello italiano, quello tedesco e quello francese, il sistema fiscale è uniforme. Ciò vuol dire che, ad esempio, l’aliquota per i giocatori che militano fra i club di Serie A è del 43% e viene calcolata sullo stipendio lordo. Con il decreto crescita, però, emanato dal governo Conte, crolla al 25%, per i contratti che superano il milione di euro.

In Arabia Saudita, invece, i presidenti delle squadre, i quali spesso sono anche i capi di stato, riescono a varare delle norme sul prelievo o meno dei soldi, oltretutto, anche con specifici modi di operare, dagli ingaggi dei propri calciatori. Questo può essere molto favorevole per questi ultimi, i quali prendono accordi prima di stipulare il contratto e tendono a scegliere la possibilità di ricevere dei prelievi, da parte dei presidenti, più bassi.

Gestione cookie