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Quando il tempo libero fa ammalare: cos’è la Leisure Sickness Syndrome

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Simona Contaldi

Quanto è bello potersi godere un po’ di tempo libero eppure bisogna fare molta attenzione, perché anche lui potrebbe farci ammalare 

Potrebbe sembrare incredibile eppure, come ben sappiamo, il troppo rischia sempre di storpiare e dunque di provocare in noi delle conseguenze tutt’altro che positive e piacevoli.

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Conseguenze del tempo libero – lintellettualedissidente.it

Questo può capitare sia nei casi di maggiore stacanovismo, e in cui dunque non riusciamo davvero ad allontanarci dal nostro lavoro e a lungo andare cominciamo a sentire quelli che sono gli effetti dello stress sul nostro organismo.

Sia, invece, nei casi in cui il tempo libero comincia a essere eccessivo. Ma com’è possibile? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Tempo libero, quando è nocivo: scopriamolo

Non è certo un mistero che il tempo libero rappresenti agli occhi di tutti noi da sempre una condizione utopica, da rincorrere e da desiderare, soprattutto in quelli che sono i periodi più affollati e impegnati a cui possiamo andare incontro nel corso della nostra vita. Eppure, sebbene a un primo sguardo potrebbe sembrare insolito e atipico, anche un eccesso di “nulla” potrebbe rivelarsi tutt’altro che favorevole per la nostra salute. Quello di cui vi stiamo parlando, nello specifico, è la cosiddetta sindrome di Leisure Sickness che si sviluppa proprio nelle vite di coloro che hanno fin troppo tempo libero.

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Conseguenze del tempo libero – lintellettualedissidente.it

La nostra mente, d’altronde, ha in ogni caso un vero e proprio bisogno di essere impegnata: di trovare nuovi stimoli dal mondo che ci circonda, di sentirsi utile a qualcosa e soprattutto di arrivare a fine giornata con quella soddisfazione di chi sa di aver fatto qualcosa di produttivo. Proprio per questo motivo, in realtà, un eccesso di tempo libero potrebbe a lungo andare tradursi in alcuni sintomi fisici per noi: come ad esempio l’emicrania, la nausea, una sempre maggiore sensazione di stanchezza ma anche l’insorgenza di possibili sintomi influenzali.

Insomma, tutti sintomi che in realtà non potrebbero essere altro che il risultato di una specifica condizione: ovvero un malessere che si viene a creare in noi nel momento in cui abbiamo troppo tempo libero e in cui la frenesia è terminata, e ormai l’ozio ha cominciato a trasformarsi in noia. Quasi come se, non avere nulla da fare, a lungo andare diventasse una vera e propria gabbia in cui non riceviamo input o stimoli dalle nostre giornate. Questi sintomi potrebbero addirittura arrivare a qualcosa sempre di più preoccupante come attacchi di panico e pensieri angoscianti.

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