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Patrick Zaki dice che i criminali veri sono in Israele

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Gianluca Merla

Lo studente e attivista egiziano si schiera apertamente contro Israele, dicendo che i veri criminali sono loro

I combattimenti sono ancora in corso, ma le cronache arrivano ai media Occidentali con grande puntualità e, relativa, chiarezza.

Patrick Zaki contro Israele
Patrick Zaki ha commentato gli attacchi di Israele sulla Striscia di Gaza (Credits foto: Ansa) – L’intellettualedissidente.it

Per quanto le notizie siano manipolabili, la realtà oggettiva è che quello che si è compiuto sabato in Israele è stato un massacro senza precedenti nella storia del Paese. Nonostante la stessa ammissione da parte delle milizie di Hamas, Patrick Zaki, giovane attivista egiziano e studente in Italia, crede che l’unico criminale sia Israele.

Patrick Zaki punta il dito contro Netanyahu: “È lui il serial killer”

Anche Patrck Zaki prende posizione sul conflitto tra Israele e Hamas. Il giovane attivista egiziano ha infatti realizzato una cronaca live sul suo canale Twitter, in cui ha commentato gli accadimenti in Israele nelle ultime ore. Dopo essere stato liberato dalle violente prigioni egiziane e aver ricevuto la possibilità di tornare a Bologna, città in cui studiava, Patrick Zaki è diventato piuttosto conosciuto in Italia. Ma a far parlare di sé questa volta non sono state le minacce e torture psicologiche subite nel carcere in cui era rinchiuso in Egitto, ma le sue affermazioni sull’attacco avvenuto in Israele nella giornata di Sabato.

Patrick Zaki contro Israele
Sul suo account Twitter ha accusato il Primo Ministro israeliano di essere un “killer” (Credits foto: Twitter) – L’intellettualedissidente.it

Durante il suo “live blogging” su Twitter, l’attivista non menziona mai l’attacco sanguinoso da parte di Hamas e, anzi, rilancia sulle sole responsabilità di Israele. In un suo post, Zaki afferma che Netanyahu è un serial killer e che il suo avviso rivolto ai civili palestinesi di lasciare le case prima dell’arrivo dei bombardamenti israeliani è stato solo un modo per “legalizzare l’uccisione di civili”. Ma non è sufficiente per Zaki, il quale cerca di fornire una realtà parziale e piuttosto di parte. L’attivista pubblica infatti un video rilanciato da un canale arabo. Nelle immagini si vede una donna israeliana piangere e stringere i propri figli, terrorizzata dalle azioni sanguinose dei miliziani. Zaki esalta le parole di una delle persone presenti nel video – forse l’autore stesso –  il quale afferma di non voler far del male alla donna e di volersi distinguere dai soldati israeliani.

Lo fa non prendendo in considerazione, però, le centinaia di efferate uccisioni avvenute nel deserto israeliano. Sono state centinaia i ragazzi, i quali si erano uniti per ballare insieme durante un rave party, ad essere uccisi dalle armi dei miliziani. Una narrazione controversa che ha provocato stupore, ma che Zaki ha cercato comunque di politicizzare, paragonando l’attacco terroristico di Hamas alla guerra in Ucraina. I terroristi che sabato hanno compiuto una carneficina, per Zaki, sono alla stregua dei soldati ucraini che combattono per la libertà.  Un paragone a cui, probabilmente, non crede nemmeno lui.

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