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Parli ad alta voce? Il tuo cervello ti sta mandando dei segnali: quel che dovresti sapere (e che nessuno ti ha detto)

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Roberto Alciati

Capita più di quanto si immagini di parlare con se stessi e di farlo verbalmente, col mondo attorno in grado di ascoltare. Le spiegazioni della psicologia

In una società ipercomunicativa come quella che si vive, la comunicazione si avvale di strumenti che considerati tali, vanno ben oltre la componente fisica. Indubbiamente la rivoluzione digitale in atto sta comportando trasformazioni così radicali, tali da rendere difficile l’ipotesi di futuri (o futuribili) passi indietro. Anche perché, al giorno d’oggi, sempre meno passi (nell’accezione fisica) si compiono quotidianamente.

discorso interiore
Pensare ad alta voce (lintellettualedissidente.it)

Si convive in una trama estremamente avanzata di mezzi per comunicare meglio, in modo ancora più intuitivo; per evitare di spostarci inutilmente (e sprecare risorse energetiche producendo inquinamento, come quando si prende la propria auto). Tutto arriva a domicilio, dalla pizza alle scarpe, e poi una delle app più in voga oggigiorno è il contapassi, in cerca di record da superare macinando chilometri.

Parli ad alta voce? Quale meccanismo si instaura nel cervello

Insomma, l’abitudine ai paradossi rappresenta l’esercizio delle odierne società moderne, ma tutto questo è fagocitato da un enorme “mostro” chiamato comunicazione. Perché non c’è sistema di servizi che non alimenti il legame permanente alla connessione, e dunque il fattore comunicativo (sterile che sia sotto il profilo concettuale). Dunque, al contrario, una parola all’apparenza così decontestualizzata come “silenzio”, cela in alcune determinate personalità una complicatissima ricerca verso se stesse.

discorso interiore
Pensare ad alta voce (lintellettualedissidente.it)

L’incubatore dei conflitti e delle tregue interiori è costituito dalla mente, ma la stessa diviene anche l’agorà dove si esprimono quelle mille voci che tanto fanno riflettere e poco possono far agire; ciò che si tende a chiamare pensieri. Voci che possono divenire sempre più assordanti al punto da indurre a riflettere ad alta voce: si fa riferimento ad un fenomeno molto diffuso (anche se poche sono le persone disposte ad ammetterlo) e la sua pratica è in grado di raccontare molto della propria personalità.

Pensare ad alta voce, perché il cervello induce a questo esercizio

Cosa vuol dire quando si sta pensando ad alta voce? La psicologia viene ovviamente in soccorso per dare  una spiegazione ad un’azione che non ha nulla a che fare con qualcosa di preoccupante, ma che parte da molto lontano (anagraficamente parlando). Spesso succede quando si è sotto stress, ripassando un discorso impegnativo o un’informazione indispensabile. Si chiama soliloquio, ciò che fa emergere il “discorso interiore“.

discorso interiore
Pensare ad alta voce (lintellettualedissidente.it)

Il chiacchierio mentale acquista gradualmente parole, fisicamente verbali. Si tratta, il più delle volte, di istruzioni che il cervello tende a trasformare in parole per ricordarle meglio, oppure per recuperare le temporanee inibizioni del meccanismo cerebrale. Il dialogo interiore si sviluppa compiutamente già nei bambini di 2-3 anni, associando l’esercizio orale al gioco. Negli adulti, inoltre, si aggiunge una capacità di seguire i pensieri mentre la mente vaga liberamente, specie nel sonno.

Dalle ricerche di Lev Vygotsky, e poi da quelle di Gary Oppenheim e Gary Dell, il soliloquio è composto perlopiù da parole silenziose, capaci di entrare in un profondo piano di astrazione (ma non solo). Parlare tra sé e sé, a bassa o ad alta voce, è una pratica che accompagna da sempre l’uomo, a prescindere dalle sue capacità: si è osservato infatti che le persone sorde svolgono lunghi soliloqui tramite il linguaggio dei segni. Al centro del meccanismo, vi è il loop fonologico, l'”orecchio interno” in grado di produrre un pensiero ripetendolo 4.000 parole al minuto.

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