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Decine di lesioni sul corpo di un’anziana morta, così una badante è finita nei guai

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Gianluca Merla

La donna è stata condannata per via delle lesini sul corpo di un’anziana, poi morta. La sentenza della Corte di Appello

Ha maltrattato un’anziana donna e le ha procurato decine di lesioni sul corpo con le sue violenze, fino a causarne la morte.

Badante uccide anziana
Arriva la sentenza della corte d’appello (Credits foto: Ansa) – L’intelettualedissidente.it

È questo l’esito della sentenza della Corte di Appello di Firenze che si è espressa giudicando il caso di una badante di 49 anni, accusata di aver provocato la morte, cinque anni fa. di una donna di 82 anni che stava assistendo. I giudici hanno quindi giudicato la badante, condannandola ad una pena di 3 anni.

La morte dell’anziana donna cinque anni fa

Il caso riguarda una vicenda avvenuta durante l’estate del 2018. In quei giorni, infatti, un’anziana donna venne trasportata con urgenza presso il pronto soccorso, ma versava già in gravissime condizioni. Dopo solo pochi giorni, infatti, l’anziana donna è deceduta a causa delle ferite riportate. A condurre alla morte la donna di 82 anni, infatti, decine di lesioni e numerosi traumi alla testa, oltre anche ad alcuni ecchimosi diffuse. Alcuni di questi colpi violenti provocarono alla povera donna anche un’emorragia cerebrale, che poi le procurò la morte in ospedale nonostante i soccorsi. Una violenza inaudita che ha dato subito il via alle indagini delle Forze dell’Ordine.

Badante uccide anziana
L’episodio avvenne cinque anni fa (Credits foto: Ansa) – L’intellettualedissidente.it

A seguito dell’autopsia e delle perizie degli esperti, infatti, sono stati rilevati ben sessanta traumi nei confronti dell’anziana signora. I colpi erano stati effettuati tutti alla testa attraverso l’uso di oggetti contundenti e a sferrarli, come poi rivelato dalle indagini, sarebbe stata la badante della donna. Durante il processo di primo grado, però, i giudici non riconobbero la colpa della badante, arrivando quindi all’assoluzione della donna. Il Gip, infatti, non concordò con la ricostruzione fornita dall’accusa e nel processo in rito abbreviato venne stabilito che non c’erano prove sufficienti per poter dimostrare effettivamente che la badante avesse effettivamente commesso il reato.

Tuttavia, la famiglia decise di ricorrere in appello e la sentenza di secondo grado ha infatti ribaltato completamente il primo giudizio. Secondo la Corte d’Assise di Firenze, infatti, il fatto è stato commesso, con la presenza di aggravanti e attenuanti. L’accusa aveva chiesto una condanna di 12 anni, mentre la sentenza ha condannato la badante ad una reclusione di tre anni e quattro mesi. La donna è stata infatti condannata per aver causato la morte dell’anziana a seguito di maltrattamenti.

Ad avvalorare la tesi dell’accusa ci sarebbero stati alcuni testimoni chiave, i quali avrebbero raccontato delle continue invettive della badante, la quale avrebbe riferito più volte all’anziana frasi come “Ti ammazzo” o “Maledetta”.

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