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Chi era Simona Monti, la ragazza uccisa quando era incinta di 5 mesi

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Maria Vittoria Ciocci

Uccisa brutalmente a 33 anni nella capitale del Bangladesh, Simona Monti perse la vita insieme al piccolo che porta in grembo.

Il 1 luglio 2016, precisamente alle ore 21.20, un gruppo di terroristi fece irruzione presso il ristorante Holey Ortizan Bakery, situato a Dacca – capitale del Bangladesh. Il locale divenne inaccessibile per le forze armate e, mentre le autorità locali tentavano di recuperare gli ostaggi, le vittime vennero costrette a piegarsi in ginocchio e recitare alcuni versi del Corano. Gli jihadisti torturarono chiunque non conoscesse il testo sacro, eliminando brutalmente tutti coloro che vennero considerati indegni di vivere. L’attacco proseguì per diverse ore e causò la morte di ben 22 persone, di cui nove connazionali, sette giapponesi, un americano ed un indiano.

Simona Monti insieme al fratello e alla sorella
Simona Monti insieme al fratello e alla sorella – (Credit: Youtube ITV online screenshot) – lintellettualedissidente.it

Nel tardo pomeriggio le unità di assalto riuscirono ad entrare nella struttura, uccidendo conseguentemente cinque terroristi islamici e liberando gli ultimi ostaggi. Due jihadisti vennero arrestati e condannati a morte nel 2019 dalla Corte Suprema. Le indagini portarono alla luce le dinamiche dei fatti, evidenziando la crudeltà con la quale le vittime vennero condotte inevitabilmente alla morte.

Ferite gravi, tagli e lesioni – provocate probabilmente da armi affilate e machete – il cui obiettivo risiedeva in una vera e propria punizione corporale in onore di Allah. Il gruppo militante Ansar Al Islam aveva annunciato esplicitamente l’imminente attacco dieci ore prima, attraverso un semplice tweet. Tra i cittadini italiani scomparsi Claudio Cappelli, Mario Riboli, Vincenzo D’Allestro, Claudia Maria D’Antona, Adele Puglisi, ma anche Marco Tondat, Cristian Rossi, Nadia Benedetti e Simona Monti, futura mamma incinta di 5 mesi.

Chi era Simona Monti, la futura mamma uccisa brutalmente dagli jihadisti

Simona Monti, originaria di Magliano Sabina – provincia di Rieti, aveva solo 33 anni ed un bimbo in grembo – quando venne uccisa brutalmente dai terroristi islamici. Lavorava presso un’azienda tessile situata a Dacca, dove si era trasferita dopo aver trovato finalmente un impiego stabile. “Ti piaceva viaggiare. Ora fai nascere nostro figlio in cielo. Ci rivedremo presto” – furono le parole del fidanzato Alberto, in seguito alla conferma del decesso. Il piccolo si sarebbe dovuto chiamare Michelangelo, il cui significato ebraico rimanda proprio al nome di Dio; paradossale considerando le dinamiche della scomparsa prematura.

Simona Monti, futura mamma uccisa dagli jihadisti
Simona Monti, futura mamma uccisa dagli jihadisti – (Credit: Youtube Fanpage screenshot) – lintellettualedissidente.it

I due si erano conosciuti un anno prima, tanto che Simona pensò inizialmente di rimanere in Italia e lavorare per il Moka Cafè di Rieti. Poi arrivò l’offerta di lavoro all’altro capo del mondo, un’occasione che non poteva farsi sfuggire. Secondo il contratto, sarebbe potuta rincasare ogni due mesi e mezzo. Una volta appresa la notizia della gravidanza, aveva prenotato immediatamente un volo diretto per l’Italia. Avrebbe dovuto raggiungere la famiglia il lunedì. “Era una ragazza stupenda, intraprendente, rappresentava l’eccellenza di tanti giovani italiani che lavorano all’estero” – furono le parole del sindaco di Magliano Sabina, Alfredo Graziani – “Amava l’Italia e più di tutto avrebbe voluto rimanere qui”.

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