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Agrigento, la chef è del Senegal, i turisti lasciano il ristorante

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Maria Vittoria Ciocci

Una coppia di turisti lascia improvvisamente il ristorante. I due si sono risentiti per il colore della pelle della chef.

“Ti sono venuto incontro per capire cosa stesse succedendo, ma non mi ha degnato di uno sguardo” Carmelo Roccaro, presidente della cooperativa sociale Al Karhub e gestore del Ginger People&Food, ha denunciato – tramite il suo profilo Facebook ufficiale – quanto accaduto presso il locale situato nel cuore di Agrigento. L’ennesima manifestazione di razzismo ai danni di una giovane chef, abile e rispettabile, la cui unica “colpa” risiede nel colore della pelle. “Ti ho ammirato perché hai avuto la coerenza di dire quello che tante persone pensano, ma non hanno il coraggio di ammettere” – un’evidente accusa contro la discriminazione celata da una distaccata forma di ipocrisia dilagante.

La chef è senegalese, i turisti lasciano il ristorante
La chef è senegalese, i turisti lasciano il ristorante – foto: Facebook – lintellettualedissidente.it

“Non importa se si tratta di spazzatura” – prosegue Roccaro – “hai fatto uscire quello che si nasconde dentro di te”. Porta alla luce una realtà tutt’oggi invasiva e limitativa, che nasce da un mero pregiudizio sulle origini territoriali e sulle storie di vita dei singoli soggetti interessati. Il povero nero è bravo fin quando lava i piatti o si occupa delle pulizie, cioè rimane al suo posto e non aspira a migliorare la sua condizione sociale”. Uno straniero che si occupa degli impieghi più umili viene compatito, mentre il medesimo che si rimbocca le maniche, raggiungendo con il sudore il successo professionale, deve essere rimesso al proprio posto. Questo è ciò che è accaduto ad una chef pluripremiata e particolarmente apprezzata dagli esperti del mestiere.

La chef è senegalese, i turisti non accettano la sua presenza e lasciano il ristorante

Una coppia di turisti entra nel ristorante, frettolosamente, manifestando poco garbo. Viene accolta dalla professionalità di Karima, la quale conduce i due al tavolo. La cameriera consegna i menù, dopodiché viene chiamata nuovamente dalla cliente. Le pietanze esotiche attirano la sua attenzione: “La proprietaria del ristorante è una signora neg** di colore?” – la conferma di Karima produce una certa indignazione. La coppia si alza bruscamente, senza comunicare al personale la propria intenzione di consumare il pasto in un altro locale. Nessun saluto, nessun cenno di cordialità e gentilezza.

Maramé Cissé discriminata per il colore della pelle
Maramé Cissé, chef pluripremiata, discriminata da due turisti – foto: Facebook – lintellettualedissidente.it

Salgono in macchina ed eseguono un’ambigua inversione a U. Il proprietario segue la coppia per chiedere spiegazioni, chiedendo umilmente se qualcosa abbia toccato la loro sensibilità. Nessuna risposta. I due, sulla sessantina, si allontanano dal ristorante e spariscono nella notte. Il problema? La chef che avrebbe preparato le pietanze destinate al loro tavolo è di origini senegalesi. Si tratta di Maramé Cissé, una giovane chef pluripremiata – la regina del cous cous – giunta dall’altro capo del mondo per ricongiungersi finalmente con suo marito.

Non importa il talento, la bravura oppure l’incredibile aroma dei suoi piatti. Tutto avrebbe avuto un sapore diverso per la coppia di turisti, responsabili di aver mostrato una tale manifestazione di razzismo. La sola presenza di Maramé viene percepita come un affronto personale. La cuoca è stata punita con indignazione per il colore della pelle, un comportamento che Carmelo Roccaro non ha potuto tollerare. Le sue parole sono divenute in breve tempo virali.

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