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Sottomarino Titan, recuperati pezzi piatti come fogli. E c’era anche altro

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Gianluca Merla

Terminate le prime ricerche di ciò che resta del sottomarino Titan: sono stati recuperati pezzi piatti come fogli: ma c’è anche dell’altro

Resti umani individuati a seguito delle prime ricerche nei pressi del relitto del Titanic e dello sfortunato sottomarino Titan, scomparso domenica 18 giugno.

Sottomarino Titan
Recuperati detriti e pezzi del sottomarino Titan (Credits foto: Ansa) – L’intellettualedissidente.it

Sarebbero stati trovati dalla Guardia Costiera statunitense, che sta cercando di recuperare tutto ciò che è possibile. Secondo un primo comunicato della compagnia i ricercatori avrebbero identificato e recuperato dei resti di esseri umani proprio nei pressi del luogo dove sarebbe avvenuta “l’implosione” del piccolo sottomarino Titan.  L’imbarcazione, sui cui a bordo vi erano 5 persone, si sarebbe distrutto nelle acque dell’Oceano atlantico e le ricerche avrebbero già dato i primi frutti.

La Guardia Costiera trova resti umani e pezzi piatti come fogli

Ci sono già dei frammenti del sommergibile tra i rottami recuperati durante le ultime ore dalla Guardia Costiera statunitense. Ma a rendere ancora più inquietante e triste la vicenda è il comunicato della scorsa giornata da parte dei militari, i quali hanno comunicato che, insieme ad alcuni detriti del sottomarino, ci sarebbero anche dei resti umani. L’implosione del sottomarino, che era diretto verso il relitto del Titanic, non ha lasciato scampo alle cinque vittime a bordo. Hanno perso la vita Hamish Harding, Paul-Henri Nargeolet, Ceo della Ocean Gate Stockton Rush, Shahzada Dawood e suo figlio Suleman, un ragazzo di 19 anni. La Guardia Costiera Usa ha inoltre comunicato che i resti recuperati verranno trasferiti in Canada e analizzati in modo da fare ancora più chiarezza sulla vicenda.

Sottomarino Titan
Anche resti umani tra gli elementi trovati dalle unità di recupero (Credits foto: Ansa) – L’intellettualedissidente.it

Secondo Jason Neubauer, capo del Marine Board of Investigation, i resti saranno raccolti in maniera accurata e potrebbero essere determinanti per ricostruire ciò che è successo. Ogni detrito, se correttamente analizzato dalla scientifica, potrebbe rappresentare una vera e propria tessera di un enorme puzzle da realizzare. L’obiettivo è di stabilire come siano andate realmente le cose. Sebbene l’ipotesi principale – e più accreditata – sia quella dell’implosione avvenuta nell’abisso dell’Oceano, c’è ancora moltissimo da chiarire. La stessa Guardia Costiera ha precisato che la strada per capire cosa è effettivamente successo sembra essere piuttosto lunga.

I resti trovati e recuperati dalle squadre di ricerca si trovavano a circa 3.800 metri di profondità. È ad una distanza di circa 488 metri dal relitto del Titanic. Le parti trovate e recuperate rappresentano un elemento prezioso per capire cosa è successo e serviranno a ricostruire in maniera scientifica l’episodio. La nave Polar Prince, che aveva trasportato il sommergibile nella zona del relitto, perse i contatti con il Titan 105 minuti dopo l’immersione. Il recupero dei detriti ci aiuterà a capire che cosa è successo dopo.

Cos’hanno trovato i ricercatori

Ad oggi non è ancora chiaro quale sia la reale entità del ritrovamento da parte della Guardia Costiera. Secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di cavi intrecciati, alcune piastre della parte posteriore del sommergibile, insieme ad altri pezzi dell’imbarcazione e ad una parte del telaio di atterraggio. A questi, secondo il comunicato della Marina, si devono purtroppo aggiungere anche dei resti umani, non ancora identificati.

Sottomarino Titan
I rottami del Titan sono stati trasferiti in Canada, riferisce la Guardia Costiera (Credits foto: Ansa) – L’intellettualedissidente.it

Gli addetti al recupero hanno trasportato Il materiale recuperato a Terranova, in Canada, già nella giornata di mercoledì 28 giugno. È stata la società canadese Horizon Arctic a condurre le operazioni, in coordinazione con la Guardia Costiera degli Stati Uniti, la quale ha utilizzato il veicolo robot telecomandato ROV. Si tratta di un dispositivo specializzato nel recupero e nella ricerca sui fondali oceanici.

Secondo gli esperti, l’analisi di questi elementi potrà fornire informazioni preziose anche sugli standard di sicurezza seguiti, sul progetto del Titan e su eventuali certificazioni presenti. Resta però l’amarezza di una tragedia che ha sconvolto e che forse – ma questo lo potranno dire solo i risultati delle analisi – poteva essere evitata.

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