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Netanyahu non vuole fermarsi

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Gianluca Merla

Ancora pesanti scontri e bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Netanyahu è deciso e non vuole fermarsi. Colpiti civili

Non si fermano i combattimenti al confine tra la Striscia di Gaza e Israele. Pesanti bombardamenti continuano a coinvolgere i civili della città.

Netanyahu non vuole fermarsi
Il Primo Ministro israeliano è deciso a continuare (ansa) – L’intellettualedissidednte.it

Mentre ci si chiede quando avrà inizio la pesante invasione che Israele ha annunciato di realizzare sena se senza ma, il numero di morti aumenta e il bollettino viene aggiornato di ora in ora. L’esercito israeliano sembra avanzare sempre di più e Netanyahu appare deciso a non fermarsi.

Colpito un campo profughi di civili a Gaza

È stata ancora una giornata di violenti scontri quella avvenuta nella Striscia di Gaza nella giornata appena conclusa. Truppe israeliani e milizie di Hamas e palestinesi si sono scontrate alla periferia della città di Gaza City, provocando numerosi morti, anche tra i civili. Ma mentre si moltiplicano gli appelli di cessate il fuoco e le richieste di pace, le armi continuano a fare fuoco e i rumori delle bombe appare ormai incessante. Intanto un campo profughi di civili palestinesi è stato colpito da alcuni razzi.

Netanyahu non vuole fermarsi
I soldati stanno per entrare a Gaza (ansa) – L’intellettualedissidente.it

L’offensiva dell’esercito israeliano all’interno della Striscia di Gaza continua senza sosta e Netanyahu sembra essere convinto più che mai ad invadere la città. Sono circa 8.525 le vittime, di cui 3.542 bambini. Questo il numero comunicato dalle autorità controllate da Hamas. Inoltre, viene riferito che un campo profughi di Jabalya, nel Nord della Striscia di Gaza, è stato colpito da un raid dell’aviazione israeliana. A seguito di questo attacco, sempre secondo fonti palestinesi non confermate, il bilancio sarebbe di circa 400 morti. Tuttavia, Israele non appare affatto disponibile ad accettare e ascoltare i numerosi appelli in cui vi si chiede il cessate il fuoco.

Dal canto suo, gli Stati Uniti continuano ad insistere sul fatto che sia necessario fornire un aiuto concreto ai civili presenti nella Striscia di Gaza. Ma la risposta di Netanyahu al suo storico alleato è stata perentoria: “C’è un tempo per la pace e uno per la guerra – ha dichiarato il Primo Ministro israeliano – ora è il tempo della guerra“. Fonti ufficiali, intanto, riferiscono che Tel Aviv abbia aumentato in maniera esponenziale il numero di truppe presenti a nord della Striscia di Gaza, forse per dare il via a quella che potrebbe sembrare un’imminente invasione di terra. Netanyahu ha infatti dichiarato che è iniziata la terza fase della guerra contro Hamas, ovvero l’avanzata sulla città di Gaza.

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