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Morti a Gaza, l’Europa è in pericolo

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Gianluca Merla

Il rischio è altissimo anche in Occidente e i morti a Gaza e in Medio Oriente potrebbero essere un pericolo per l’Europa

La guerra tra Israele e Hamas ha una tipologia di vittime in comune su entrambi i fronti: i civili. tutti e due gli schieramenti hanno morti sulla coscienza, che ogni giorno si aggiungono ad una lista interminabile.

Morti a Gaza, l'Europa è in pericolo
Aumenta il pericolo anche in Europa – L’intellettualedissidente.it

Morti che fanno male e che, nella freddezza dei bollettini di guerra, vengono spesso dimenticati come se fossero semplicemente numeri. Ma chi ne ha subito da vicino la perdita potrebbe presto gridare vendetta. Ecco perché i morti a Gaza potranno essere un pericolo non solo per Israele, ma anche pe l’Europa.

Sventato un nuovo attacco terroristico in Europa

È notizia di poche ore fa l’arresto di un uomo da parte delle forze di sicurezza belghe, per via della sospetta intenzione di compiere un attacco terroristico. La polizia ha infatti bloccato un 23enne palestinese proveniente dalla Striscia di Gaza, con l’accusa di voler compiere un attacco terroristico per vendicare la sua famiglia. Alcuni familiari, secondo quanto riportano i media locali, sarebbero stati uccisi proprio a seguito dei recenti bombardamenti dell’esercito di Israele.

Morti a Gaza, l'Europa è in pericolo
La polizia belga ha arrestato un ragazzo palestinese (ansa) – L’intellettualedissidente.it

Il ragazzo aveva infatti appena scoperto che la sua famiglia era stata uccisa da alcuni bombardamenti causati da un raid israeliano a Gaza. Dopo ave appreso la notizia avrebbe infatti minacciato di voler vendicarsi, diventando “un martire”. Il 23enne avrebbe parlato della volontà di volersi far esplodere e “diventare un martire“. Una vera e propria minaccia, dunque, non si sa se formulata per via della rabbia, senza quindi esserci una reale intenzione di compiere un atto così terribile. Ad ogni modo, le autorità del Belgio hanno fatto partire immediatamente una caccia all’uomo che ha visto l’arresto del giovane 23enne palestinese.

Lo scorso 26 settembre il ragazzo aveva fatto accesso ad un centro di accoglienza per i migranti. Il 23enne aveva con sé una richiesta di asilo per poter restare in Belgio che doveva essere vagliata. Nella giornata di martedì è tornato al centro per poter continuare le pratiche burocratiche e per effettuare un colloquio con gli assistenti sociali. Il ragazzo ha quindi raccontato di quello che era successo alla sua famiglia, del raid israeliano e della notizia della loro morte. A quel punto la dichiarazione del ragazzo, il quale ha espresso la sua volontà di diventare un martire facendosi esplodere. A quel punto il centro di accoglienza ha immediatamente avvisato le autorità, i quali hanno arresto il 23enne palestinese dopo poche ore.

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