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L’Ucraina gioca la carta della disperazione

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Paolo Zignani

Kiev ha un’ultima possibilità, per salvare la propria indipendenza: reclutare e mandare tutti al fronte da settembre, anche gli adolescenti

C’è un motivo, per cui il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov ha dovuto smentire il 29 agosto le voci di un’imminente nuova mobilitazione generale. Ed è che non solo il piano di mobilitazione approvato dal Consiglio Supremo di Kiev, come ha aggiunto il ministro, non è ancora stato attuato, ma è anche molto difficilmente attuabile.

L'Ucraina prepara la carta della disperazione
Una parete per ricordare i soldati ucraini morti – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Arduo, reclutare nuovi soldati: gli ucraini non vogliono morire inutilmente per la patria, contro un nemico più addestrato e meglio armato. Dal canto proprio Reznikov non vuole dare la sensazione controproducente, sul piano della comunicazione, di un esercito ucraino in difficoltà. Nemmeno vuole rivelare informazioni riservate.

Una riscossa che comincia in sordina

Le risorse quindi ufficialmente ci sono, ha ribadito, mentre tutti constatano che l’esercito ucraino non ha la forza per sostenere un’offensiva vincente. Occorrerebbe, a parità di armamento, almeno il triplo dei soldati di chi difende, per poter conquistare territorio. Certo l’Ucraina non li ha. Oltretutto l’artiglieria non ha munizioni sufficienti e l’aviazione non è in grado di preparare e proteggere gli assalti della fanteria.

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Pompieri al lavoro: un missile ha colpito Kiev. Due i morti – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Il presidente Zelensky vuole che l’Ucraina riconquisti terreno a tutti i costi, contando sugli F-16. Se il cessate il fuoco fosse deciso nel 2024 durante un’offensiva vincente, in corso da tempo, lo si potrà far valere durante la trattativa per la pace. Innanzitutto, però, bisogna stroncare la corruzione che regna nel sistema di reclutamento. E quindi convincere la popolazione che la vittoria è possibile. Si può fare veramente? Ecco come.

Che cos’ha scoperto la magistratura

Sono state le ispezioni della Procura generale ucraina a dimostrare che i 200 centri regionali di reclutamento ucraini sono stati resi inefficienti dai regali sottobanco. In agosto la magistratura ha ordinato una serie sistematica di ispezioni che hanno confermato le accuse, sicché Zelensky ha licenziato tutti e 200 i capi regionali.

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Un edificio distrutto ad Adivka, nel Donetsk – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Si è saputo da un comunicato della Procura che molti funzionari dei comitati militari hanno aiutato dei cittadini a iscriversi all’anagrafe come invalidi per sottrarsi alla leva. Oltre all’arricchimento illecito, è risultato pure il trasporto illegale di cittadini all’estero. A molti uomini è stata messa la divisa ed è stato dato un fucile, solo perché non avevano soldi per corrompere i funzionari.

Come fare per arruolare e mandare al fronte

La soluzione di Zelensky è stata affidare i centri di reclutamento a militari che hanno combattuto al fronte e sono rimasti feriti. Soldati, dunque, al di sopra di ogni sospetto. Il presidente ha poi firmato due disegni di legge, che prorogano la legge marziale e la mobilitazione generale per altri 90 giorni. Cercando di attuarle realmente.

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Il ministro russo Shoigu visita una fabbrica di armi – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Sono gli stessi provvedimenti da lui presi 18 mesi fa, nel giorno dell’invasione russa. Queste misure dureranno quindi fino al 15 novembre. Applicando la legge marziale tutti gli uomini con età compresa tra i 18 e i 60 anni sono chiamati ad unirsi alle forze armate e non sono autorizzati a lasciare il Paese, salvo particolari motivazioni.

Un mese per invertire la tendenza

Rimane un’ultima possibilità all’Ucraina, per mostrare al mondo dove sono andati a finire gli armamenti consegnati dalla Nato. E’ la mobilitazione totale di settembre, quando i centri di reclutamento funzioneranno a pieno regime e arruoleranno un numero record di soldati. Nicolai Lilin nel suo canale YouTube ha riferito dei metodi sbrigativi usati recentemente dai commissari di reclutamento.

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Zelensky a bordo di un aereo militare F-16 – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Minacciano i civili puntando le armi contro di loro, li picchiano e li costringono ad arruolarsi. Andranno in prima linea, e chi si rifiuterà sarà mandato al fronte insieme ad altri carcerati. Chi può permetterselo o ha fortuna diserta, si nasconde o fugge all’estero prima di essere sequestrato dal suo Paese. La legge marziale abbinata alla mobilitazione generale lo consente.

Una divisa e un fucile per tutti gli ucraini

I dipendenti delle imprese statali e commerciali privati saranno arruolati. Contadini, impiegati, operai, insegnanti, disoccupati, tutti saranno reclutati e addestrati se saranno in grado di svolgere mansioni utili all’esercito. Persino gli adolescenti, anche le donne. A partire da chi abita nelle aree conquistate dai russi.

E’ l’ultima, disperata carta che Kiev si vuole giocare per mantenere l’indipendenza  e per dimostrare al mondo intero di meritarsi la Repubblica autonoma che è, con i confini del ’91. In teoria, l’Ucraina fra regolari e riservisti può schierare un milione di soldati, che sinora nessuno ha mai visto in campo.

Portarli in buona parte a combattere efficacemente è l’ultima chance di Kiev. Anche l’esercito russo ha subito molte perdite. Vladimir Putin, però, può contare su una platea di cinque milioni di uomini russi sotto i trent’anni. Grazie alla riforma approvata recentemente, sono tutti reclutabili con la chiamata di leva. E con metodi non meno brutali, se saranno renitenti.

 

 

 

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