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La compagnia Wagner è scomparsa, per ora

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Paolo Zignani

I mercenari della Wagner si sono dimostrati più volte risolutivi. Ora sono in ombra. Ma può la Russia rinunciare ai loro servigi?

La morte dichiarata dalle autorità, ma non del tutto certa, ha fatto di Yevgeny Prigozhin un martire popolare, un eroe di tipo irregolare, imprevedibile e sempre a caccia di nuove avventure, nel quale si sente rappresentata buona parte della Russia. Un personaggio che si muove al di fuori delle leggi e delle istituzioni, pur sempre per la Russia comunque, con tutta la sua crudeltà, creatività e senso dell’umorismo. In un contesto di vivace nazionalismo, che giustifica delitti e atrocità di guerra.

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Per le strade russe si depongono fiori e ceri per Prigozhin – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Eppure anche lo chef è una figura destinata tuttavia a essere presto cancellata, secondo Antonio Teti, docente di Cyber Intelligence all’università di Chieti e Pescara, intervistato dal sito formiche.net. Le autorità russe potranno gestire i seguaci di Prigozhin assegnando loro incarichi lautamente ricompensati. Dopo tutto, sono mercenari. E poi nemmeno la memoria di eventi importanti e di cambiamenti considerati storici dura più di tanto.

Eroi e miti che si creano e si distruggono facilmente

Oggi, per quanto amaro sia, gli individui sono protesi al miglioramento delle proprie condizioni socioeconomiche, e incoraggiati a farlo dal sistema virtuale e dalla propaganda e creazione di valori che lo riempie. Non ci sarà più tempo, di conseguenza, per pensare a Prigozhin e Utkin, per quanto singolari e violente siano state le loro imprese, e per quanto straordinaria sia stata la sensazione di libertà da ogni regola che hanno ispirato. Gli aggiornamenti del principio di realtà, per così dire, li emargineranno sempre più, fino a sminuirne l’importanza.

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Tributo di fiori e di bandiere per lo chef – lintellettualedissidente.it Ansafoto

E’ un’ipotesi da considerare, mentre la Wagner si sta smembrando, senza ancora un nuovo capo né una strategia. Prigozhin aveva designato un successore: Anton Elizarov, ancora non effettivo. Il Regno Unito, senza perdere tempo, l’ha dichiarata gruppo terroristico. A luglio, pochi giorni dopo la “marcia della giustizia” verso Mosca, la commissione esteri del parlamento britannico ha chiesto di bandire la temuta milizia privata, dopo che le istituzioni di sua Maestà per anni hanno dimostrato di aver sottovalutato i paramilitari.

La mossa di Londra per sbarazzarsi della libera milizia

Se la Wagner avesse una sede a Londra, verrebbe subito chiusa. Il governo Sunak ha annunciato di voler mettere fuori legge la compagnia, soprattutto dopo la ferocia dimostrata in Africa e in Medio Oriente. Di conseguenza la Russia sarà considerata politicamente responsabile di aver creato e finanziato un gruppo terroristico. Infatti, se per la legislazione vigente la Wagner non esiste nemmeno, il presidente russo Putin però ha ammesso, dopo il tentato golpe, che i finanziamenti venivano tutti dal Cremlino.

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Prigozhin accanto al suo erede designato, Elizarov – lintellettualedissidente.it Ansafoto

In tutto il pianeta, per la verità, i contractors ora vengono considerati con maggiore diffidenza, dopo la ribellione di Prigozhin e dei suoi. Putin da parte propria ha imposto a tutte le compagnie private, circa 40, di giurare fedeltà alla Russia e alla Costituzione. E il mondo militare, che si sta privatizzando e professionalizzando in particolare dai tempi della guerra americana contro l’Iraq, si sta riformando di nuovo, alla ricerca di maggiore ordine, nel timore di analoghi colpi di mano.

Un vecchio accordo lungimirante ma poco considerato

Già quindici anni fa, nel 2008, per un’iniziativa della neutrale Svizzera e del Comitato internazionale della Croce Rossa, è stato presentato il Documento di Montreux. Non è cogente, semmai consigliabile: il documento infatti promuove il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, offrendo a tutti i governi un modello di regolamentazione delle compagnie militari e di sicurezza che agiscono durante una guerra o comunque nell’ambito di scenari conflittuali.

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Anton Elizarov, detto “Lotus”, designato dallo chef come successore – lntellettualedissidente.it Ansafoto

Il gran numero di crimini di guerra segnalati nelle cronache tuttavia fa pensare che la possibilità di nuocere al nemico mediante armi sofisticate sia troppo attraente per imporre un freno a gruppi armati che non sembrano porsi problemi di etica. Dietro il politicamente corretto si cela una pericolosa ipocrisia.

Compagnia fatta a pezzi, con ricchi contratti in vigore

La Wagner dalla fine di giugno è divisa in quattro. La parte più consistente si trova in Bielorussia e risponde al presidente Lukashenko, un’altra parte è in vacanza. I combattenti più inaffidabili hanno ricevuto un provvidenziale periodo di riposo. Poi ci sono i guerrieri wagneriani rimasti in Africa, in diversi Stati, anche durante la guerra d’Ucraina, e che mai si sono mossi dal continente nero. Non è ben chiaro a chi rispondano questi mercenari. Una quarta parte, infine, si è integrata nell’esercito regolare russo.

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Ucraina in macerie e la guerra continua – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Per riunire tutte e tre le parti non integrate nell’esercito di Mosca, occorrerebbe una strategia complessiva e un capo militare, che sinora non è emerso. I contratti con gli sponsor, di notevole rilievo economico, potrebbero quindi essere rispettati con la collaborazione di altre compagnie private. Attraverso la Wagner, fioriva il commercio internazionale di armi.

Rinunciare ai mercenari è diventato impossibile

In un’intervista a Fanpage, l’ex comandante del Corpo d’armata italiano di Reazione Rapida della Nato, Giorgio Battisti, ha descritto il problema dell’eccessiva indipendenza della Wagner e di altre compagnie private, come la Blackwater statunitense, sciolta dopo l’efferatezza dimostrata in Iraq contro i civili. Ammette però che senza contractors le attività militari sono diventate impossibili, come ha potuto personalmente constatare personalmente in Afghanistan. La loro forza è molto più libera e disponibile, perché non devono rendere conto all’opinione pubblica né ai familiari dei caduti.

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Una donna ucraina torna nella sua casa distrutta, per ricostruirla – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Rispondono soltanto al governo e alle loro regole d’ingaggio, senza obbligo di trasparenza. In Afghanistan è andata appunto così: i soldati americani privati erano in numero pari ai militari regolari. Dunque la normalizzazione incombe mostrandosi necessaria agli occhi dei governi. Eppure lo stesso sistema di controllo e indirizzo dell’opinione pubblica rende impossibile l’uso efficace e sostanzialmente libero della violenza.

E’ accaduto invece mediante la Blackwater americana in Iraq, la russa Wagner e varie altre compagnie private, usate in guerra o in servizi di sicurezza, come l’accompagnamento e la protezione di persone importanti. Malgrado tutto, la partita rimane aperta. Il bisogno di combattenti spregiudicati, in grado di sottrarsi a norme e tribunali, infatti è ancora così forte che non si vede che cosa li possa sostituire. L’odio, poi, rimane una motivazione talmente potente, che è difficile immaginare un futuro di guerre etiche e di rispetto dei diritti umani.

 

 

 

 

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