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Hamas, quando è stato deciso l’attacco

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Paolo Zignani

Dalle inchieste della stampa americana emerge il ruolo che ha avuto l’Iran nella progettazione dell’attacco di sabato scorso contro Israele.

E’ stato il corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana a collaborare con Hamas, sin dal mese di agosto, nella progettazione dell’operazione a sorpresa di sabato mattina contro Israele. Il via libera ad innescare il piano per sabato mattina è stato dato dall’Iran lunedì 2 ottobre a Beirut, in un incontro con rappresentanti di Hamas. Questa è la ricostruzione del Wall Street Journal, sulla base delle informazioni ricevute da importanti rappresentanti di Hamas e Hezbollah.

Israele, quando è stato deciso l'attacco
Una veduta del quartiere Al-Ramal di Gaza dopo gli attacchi israeliani – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Un’operazione feroce, terribile, di vasta portata, notevole efficienza e rapidità, compiuta coordinando aviazione e fanteria, con un preciso programma d’attacco agli insediamenti israeliani e cattura d’ostaggi, mentre una quantità enorme di razzi copriva i blitz degli assalitori a bordo dei pick-up e dei deltaplani a motore. Questi ultimi non erano mai stati usati in così gran numero: è solo uno dei fattori che hanno spiazzato e sorpreso lo Stato ebraico.

L’eccezionale attacco terroristico ha un ispiratore

Si è subito capito che Israele si trovava ad affrontare molto più di un’episodica aggressione terroristica, tanto che il premier Benjamin Netanyahu ha mezzogiorno ha dichiarato “Siamo in guerra”. L’Iran agisce, da quanto si è visto sinora, soltanto da dietro le quinte, fornendo un supporto, senza dichiarare guerra a Israele né schierare le proprie truppe.

Un uomo raccoglie i suoi abiti, a Gaza dopo il bombardamento – lintellettualedissidente.it Ansafoto

A Beirut si è discusso di un piano comunque non limitato alla sola giornata di sabato scorso. Erano presenti i rappresentanti di quattro diverse organizzazioni, oltre alla delegazione dei Guardiani della Rivoluzione. Una fonte iraniana ha confermato queste informazioni. Il piano prevedeva di stringere Israele nella tenaglia degli attacchi sia da Nord che da Sud.

Aggressioni a Israele provenienti da ogni direzione

A Nord possono attaccare Hezbollah e il Fronte Popolare per la liberazione della Palestina e a Sud Hamas e Jihad islamica de Gaz. I libanesi di Hezbollah sono dotati di missili, non solo di razzi come Hamas. Se tutte le organizzazioni attaccheranno contemporaneamente, i sistemi di difesa di Israele saranno saturi e non riusciranno a intercettare i colpi nemici, che quindi arriveranno ai bersagli distruggendoli. Esattamente com’è accaduto durante la guerra d’Ucraina.

Israele, quando è stato deciso l'attacco
Scene di morte e distruzione a Gaza, il 10 ottobre

Dopo l’attacco i guerriglieri di Hamas sono rientrati a Gaza, per attendere la risposta israeliana, preparando con ogni probabilità un contrattacco, dato che nulla sembra lasciato al caso. La Striscia di Gaza presenta una densità abitativa talmente elevata (la maggiore del mondo) che i carri armati non hanno spazio per penetrare, mentre un assalto della fanteria appare sconsigliabile in un vespaio di abitazioni. Israele ha quindi iniziato un duro assedio di tipo medievale, interrompendo ogni rifornimento, anche i servizi essenziali (acqua, luce e gas), allo scopo di prendere per fame la città.

Dopo l’operazione Piombo Fuso, l’Ue e gli Stati Uniti hanno interrotto ogni comunicazione con Gaza, a causa del documento programmatico di Hamas e soprattutto dei comportamenti effettivi, che escludono il dialogo. Il risultato di quest’assenza della politica, però, è stato palesemente negativo. Gli accordi di Oslo del 1993, con la celebre stretta di mano fra Rabin e Arafat accanto a Clinton sono infinitamente lontani. Gaza è da anni un’enorme prigione a cielo aperto, trasformatasi in una fucina di ribelli armati.

 

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