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La guerra non esiste per Greta

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Gianluca Merla

L’attivista svedese ha partecipato ad un’altra protesta per la tutela dell’ambiente, questa volta in Norvegia

Greta Thunberg ancora protagonista nella lotta per la protezione dell’ambiente e la tutela della salute delle persone.

Greta Thunberg continua a protestare
Nonostante la guerra, Greta Thunberg continua a protestare (Ansa) – L’intellettualeldissidente.it

Il 12 ottobre, infatti, l’attivista per il clima ha deciso di partecipare ad un’iniziativa di protesta in Norvegia. La manifestazione è stata promossa da alcuni membri della popolazione indigena dei Sami, che ha deciso di protestare a causa di alcune turbine eoliche. Ecco che cosa è successo e quali sono le motivazioni che hanno spinto a protestare.

Gaza e Kiev, ma Greta pensa all’eolico

Nonostante le tensioni mondiali stiano dilaniando gli equilibri mondiali, la giovane attivista resta coerente con le proprie intenzioni e punta dritto a diffondere il suo messaggio di rispetto verso l’ambiente. La guerra in Ucraina e ora il conflitto israelo-palestinese che è tornato sulle prime pagine di tutti i giornali non sembra aver cambiato l’agenda di Greta Thunberg. La giovane attivista 20enne ha infatti deciso di affiancare gli attivisti sami per protestare contro la costruzione di due parchi eolici nella penisola di Fosen. La corte suprema norvegese l’11 ottobre 2021 aveva stabilito che i due parchi eolici erano illegali, in quanto violavano i diritti della popolazione indigena.

Greta Thunberg continua a protestare
L’attivista ha deciso di sostenere una manifestazione in Norvegia (Ansa) – L’intelletualedissidente.it

Tuttavia, ben due anni dopo la sentenza della Corte le turbine sono ancora in funzione e non sono state eliminate. Dunque decine di attivisti hanno deciso di protestare bloccando l’ingresso della sede di Startkraft a Oslo, il gigante dell’energia che attualmente gestisce circa 80 turbine realizzate sulla penisola. A margine della protesta, Greta Thunberg ha dichiarato che è “importante mostrare solidarietà alla popolazione dei sami in Scandinavia”, soprattutto perché c’è stata una violazione dei diritti umani. Dunque nella mattinata del 12 ottobre, l’attivista svedese ha affiancato i manifestanti, sedendosi a terra con l’intenzione di bloccare l’ingresso della sede della società energetica.

“Greta è un’alleata importante per la nostra causa” ha detto l’attivista e artista sami, Ella Marie Haetta Isaksen. Molti manifestanti si sono presentati con abiti tradizionali e montando alcuni lavvo, tende caratteristiche della popolazione sami. Le turbine non sono state tolte in quanto la corte suprema ha stabilito che non vi erano i permessi per installarle, ma non si era espressa su quando e come eliminarle. Il governo norvegese ha quindi deciso di avviare dei negoziati e una mediazione per permettere una coesione tra parchi eolici e allevamento di renne (principale fonte di sostentamento della popolazione di indigeni). Tuttavia, il ministro del petrolio, Terje Aasland ha affermato che non ci sarà alcuno smantellamento dell’impianto.

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