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Così il Congresso Usa ha messo spalle al muro Biden sull’Ucraina

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Gianluca Merla

Iniziano le difficoltà a reperire nuovi finanziamenti per la guerra in Ucraina. Ora Biden è stato messo con le spalle al muro

Forse qualcosa inizia a vacillare: l’Occidente non sembra essere più solido come un anno fa per quanto riguarda il fronte anti Russia a sostegno dell’Ucraina.

Biden con le spalle al muro
Il Congresso degli Usa ha messo Biden con le spalle al muro (Credits foto: Ansa) – L?intellettualedissidente.it

A testimoniarlo sono le continue indecisioni degli Usa – da cui fondamentalmente dipendono le scelte dell’Europa – sui finanziamenti da dare all’Ucraina per continuare a difendersi dalla Russa. Nelle ultime ore, infatti, il presidente Joe Biden è stato messo letteralmente con le spalle al muro dal Congresso Usa. Ecco che cosa sta succedendo e cosa significa per il futuro del conflitto.

Il Congresso Usa ha messo spalle al muro Biden sui finanziamenti all’Ucraina

Situazione di stallo negli Stati Uniti dopo che il Congresso Americano ha deciso di non approvare – almeno per ora – la misura che prevede una nuova concessione di pesanti finanziamenti economici all’Ucraina per sostenere il conflitto contro la Russia. Il Presidente Joe Biden ha commentato questa decisione dicendo che gli Stati Uniti e l’Occidente non si possono permette di interrompere il sostegno all’Ucraina, chiedendo allo Speaker della Camera, il repubblicano Kevin McCarthy, di mantenere l’impegno preso.

Biden con le spalle al muro
Continua l’indecisione degli Usa sul fornire nuovi finanziamenti all’Ucraina (Credits foto: Ansa) – L’Intellettualedissidente.it

Quello di Domenica è stato un intervento duro da parte di Biden, che non ha nascosto la sua irritazione per la continua procrastinazione dei deputati del Partito Repubblicano sulla questione dei finanziamenti all’Ucraina. Il Presidente ha infatti chiesto di approvare una legge che consente ulteriori aiuti economici e militari all’Ucraina, fondamentali in questo momento. Kiev sta infatti conducendo la sua controffensiva e per molti analisti il confitto è arrivato ad una situazione in cui l’esercito ucraino potrebbe avere la meglio per poter liberare i suoi territori. Biden si è quindi rivolto direttamente allo Speaker della Camera dei Rappresentanti, McCarthy, chiedendo di onorare la promessa fatta mesi fa.

“Non perdete tempo – ha chiesto Biden ai membri repubblicani – approvate l’accordo di bilancio che duri un anno e rispettate l’accordo“. Il Senato ha varato infatti una misura che finanzia le attività del governo federale per altri quarantacinque giorni, ma senza includere i 6,2 miliardi di dollari richiesti per poter aiutare militarmente l’Ucraina. Il Congresso ha infatti deciso di rinviare la decisione al 17 novembre, quando sarà necessario rinegoziare l’accordo  dei quarantacinque giorni. Una scelta che non ha gradito Biden e che potrebbe far tremare Zelensky, soprattutto a seguito delle notizie in arrivo dalla Russia.

L’aumento della spesa militare in Russia

La notizia della scelta del Congresso americano di non concedere subito i finanziamenti militari richiesti dall’Ucraina è stata accompagnata da un’ulteriore notizia che ha preoccupato non poco i vertici del governo ucraino. Secondo fonti dell’Intelligence britannica, infatti, il Ministero delle Finanze russo avrebbe fatto sapere che il governo ha intenzione di aumentare le spese militari fino a 10,8 trilioni di rubli, ovvero 112 miliardi di dollari, circa il 6% del Pil del Paese.

Una decisione del Cremlino che molti hanno interpretato come l’intenzione di prolungare di non poco il conflitto in Ucraina. L’aumento dei finanziamenti pubblici per la Difesa annunciato dal Cremlino significherà un ulteriore sacrificio da parte della popolazione russa, con l’Economia del Paese destinata a peggiorare. Il tutto però in funzione di un conflitto sanguinoso che avrà l’obiettivo di rendere la vita del governo di Kiev ancora più difficile.

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