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Risarcimenti per questi pensionati grazie alla decisione della Corte Costituzionale

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Floriana Vitiello

Per alcuni pensionati è stato disposto un risarcimento, tramite decisione della Corte Costituzionale.

La Corte Costituzionale ha preso un’importante decisione che porterà ad un corposo risarcimento danni nei confronti di alcuni pensionati. Il motivo sarebbe legato al ritardo nella liquidazione dei pensionati pubblici, nonché alla rateizzazione dell’importo.

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Risaricmento pensionati – l’intellettualedissidente.it

Al termine della propria carriera i dipendenti hanno diritto ad una liquidazione, ovvero al riconoscimento di un importo di denaro che deve essere versato dal datore di lavoro nell’arco della carriera del lavoratore.

I dipendenti del settore pubblico ricevono un importo che è determinato dall’accantonamento, per ogni anno di servizio, di una quota pari a 6,8% della retribuzione annua di ogni singolo lavoratore. Questo importo è poi soggetto a una rivalutazione in base al tasso di inflazione.

A differenza del trattamento di fine rapporto dei dipendenti del settore privato, quello riconosciuto ai dipendenti del settore pubblico non viene erogato immediatamente al termine del rapporto di lavoro.

È, infatti, necessario attendere almeno 12 mesi dalla data in cui si è cessati dal servizio, dopo aver raggiunto i limiti di età e di servizio previsti dalla disciplina. Per tutti gli altri casi di cessazione del rapporto di lavoro, come ad esempio dimissioni o licenziamento, è necessario attendere 24 mesi prima che sia riconosciuto il trattamento.

Di recente, la Corte Costituzionale si è espressa in merito alla liquidazione ai pensionati pubblici arrivata dopo due anni, dalla cessazione del rapporto di lavoro, e pure a rate. Ecco che cosa si è deciso.

Risarcimenti per pensionati: incredibili e decisione della Corte Costituzionale

Secondo la Corte costituzionale la decisione di assegnare la liquidazione, ai pensionati pubblici, dopo anni è considerata incostituzionale. A sentenziare ciò ci pensa la decisione numero 130 della Corte, che ha sottolineato l’incostituzionalità del pagamento differito e rateizzato del TFR e del Tfs.

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Coppia di anziani – l’intellettualedissidente.it

Di fatto, in base a quanto stabilito dall’articolo numero 36 della Costituzione il pagamento del trattamento di fine rapporto o di fine servizio dovrebbe seguire il principio della giusta retribuzione.

Ad oggi, invece, il versamento avviene a rate e dopo almeno due anni, ma in alcuni casi si può attendere addirittura sette anni (per chi sceglie la strada della pensione anticipata).

Se, invece, l’importo supera i €50000 è prevista la rateizzazione del pagamento.

La sentenza della Corte Costituzionale è stata già commentata da alcuni sindacati. Si mostrano decisamente soddisfatti, dopo aver avanzato numerose richieste proprio in merito a queste situazioni.

Alla luce di quanto sentenziato dalla Corte, i sindacalisti richiedono un indennizzo riparatorio. Ovvero un risarcimento dei danni per tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici del settore pubblico che hanno dovuto attendere da due a sette anni per poter ottenere il trattamento. Molti di loro sono ancora in attesa di ricevere il salario differito.

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