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L’INPS lancia la seconda fase della prova esistenza in vita, cosa fare per non perdere l’assegno pensione

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Valentina Trogu

Al via la seconda fase della prova di esistenza in vita per i pensionati residenti all’estero. L’INPS comunica chi sono gli esenti dall’obbligo.

Scatterà il 29 settembre la seconda fase della campagna INPS per l’accertamento nel 2023 dell’esistenza in vita di chi percepisce la pensione dall’Italia ma vive all’estero.

Esistenza in vita cosa fare per non perdere i soldi
Seconda fase al via, cosa fare – Lintellettualedissidente.it

L’accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati residenti all’estero prevede l’inoltro da parte dei percettori del trattamento di un modulo apposito debitamente compilato e consegnato a Citibank. Tale operazione deve essere effettuata ogni anno per assicurare la regolarità e la correttezza dei pagamenti, evitare il versamento di prestazioni indebite, garantire l’efficacia dell’accertamento e limitare i disagi per i pensionati.

La verifica avviene in due fasi distanti nel tempo in modo tale da permettere una gestione più ordinata del flusso delle attestazioni di esistenza in vita. La prima parte della campagna ha interessato i residenti in America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi e Stati dell’Est Europa e Paesi Limitrofi. A breve scatterà la seconda fase che interesserà i pensionati residenti in Europa, Oceania e Africa.

Gli interessati riceveranno a partire dal 20 settembre le richieste di attestazione di esistenza in vita inviate da Citibank. La compilazione con rispedizione al mittente dovrà avvenire entro il 18 gennaio 2024. 

Esistenza in vita, chi sono i pensionati esclusi

L’INPS ha comunicato chi sono gli esenti dall’obbligo di presentare il documento attestante l’esistenza in vita nel messaggio numero 3183 del 12 settembre 2023.

Chi è escluso dalla prova di esistenza in vita
Gli esclusi dall’obbligo – Lintellettualedissidente.it

Sono esclusi alcuni gruppi di pensionati ossia coloro

  • con dati anagrafici e di decesso oggetto di scambi mensili con le Istituzioni previdenziali tedesche e svizzere,
  • con dati anagrafici e di decesso oggetto di scambi mensili con la Caisse Nationale d’Assurance Vieillesse francese,
  • che sono residenti in Belgio e percepiscono trattamenti pensionistici comuni con il Service Féderal des Pensions,
  • che hanno riscosso agli sportelli Western Union di persona almeno una rata di pensione vicino al momento di verifica,
  • con pagamenti già sospesi da Citibank per il mancato completamente delle precedenti campagne di accertamento dell’esistenza in vita e di riaccrediti consecutivi delle rate della pensione.

Ribadiamo, invece, che tutti coloro che dovranno rispedire il modulo dovranno farlo entro il 18 gennaio 2024. Se così non fosse l’INPS chiederà al pensionato di recarsi personalmente a ritirare la pensione presso gli sportelli Western Union del Paese in cui risiedono. Quest’obbligo dovrà essere ottemperato entro il 19 febbraio 2024. Superando questo termine ultimo l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale sospenderà il pagamento della pensione a partire dalla rata del mese di marzo 2024.

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