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Bonus famiglia: ne arrivano tanti nuovi e ricchi e ora c’è l’elenco aggiornato | Tanti soldi sul conto subito

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Roberto Alciati

Col Decreto Lavoro 2023 è stata aggiornata la lista delle agevolazioni destinate ai nuclei familiari allargando al 2024 il numero dei contributi

Sono tempi duri per le società e le economie europee, le quali saltano da uno stato di emergenza all’altro senza soluzione di continuità. Il quadro delle dinamiche contingenti ed extracontingenti sta continuando ad infiammare una vasta area euroasiatica, e al contempo sta gettando benzina sul fuoco sulla martoriata terra che durante la scuola veniva denominata Asia minore, ossia il Medio Oriente.

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Bonus famiglia 2023 (lintellettualedissidente.it)

È noto come sia la prima che la seconda regione sono due importanti cordoni ombelicali a cui il vecchio continente non può rinunciare.

Lo stallo diplomatico che soffia sul fuoco dei contesti di conflitto in atto, ma senza spegnerlo, alimenta altresì gli squilibri economici di cui soffrono le famiglie appartenenti ai ceti più svantaggiati o poco al di sopra della soglia di sussistenza. A mantenere nei grafici monetari un permanente stato di tensione è il fattore dell’inflazione, tuttora operativo nell’innalzamento dei prezzi sui beni di consumo e nell’azione erosiva sui redditi dei nuclei stessi.

Bonus famiglia, quali contributi arriveranno prima del 2024

Negli ultimi dodici mesi, i cittadini italiani sono stati supportati dalla principale misura istituzionale tradottasi nell’adeguamento ISTAT degli importi primariamente legati agli assegni statali, basato appunto sul tasso di inflazione e sui prezzi al consumo. Una quota parte della percentuale è stata applicata in anticipo rispetto ai tempi stabiliti dalla legge, ma l’effettivo accredito delle integrazioni è stato completato ben oltre le ratifiche, a causa della limitata disponibilità del credito INPS.

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Bonus famiglia 2023 (lintellettualedissidente.it)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pertanto, la precedenza è andata a pensioni, indennità e contributi previdenziali vari, mentre in un secondo tempo, è stato apportato un consolidamento degli importi relativi agli stipendi, con rivalutazioni sui contratti da lavoro dipendente rinnovati soprattutto in ambito pubblico. Ai lavoratori, il “cash” approda generalmente nelle tasche secondo modalità indirette, ossia tramite forme di detassazione o per via di contributi legati al contesto familiare.

Bonus famiglia, questi lavoratori riceveranno un contributo per le spese

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Bonus famiglia 2023 (lintellettualedissidente.it)

Il bonus più importante legato ai nuclei familiari è rappresentato dall’Assegno Unico per le famiglie, ossia il contributo destinato per ogni figlio, minore o disabile, a carico di lavoratori, pensionati e percettori di sussidi. Ad esso si legano forme di maggiorazione in caso di figli minorenni con handicap, ma fondamentalmente tutte le famiglie con figli possono ricevere, a prescindere dal reddito, l’assegno; al contrario, il reddito familiare ISEE è importante per formulare l’importo dell’assegno mensile, per il quale, oltre la soglia del reddito annuo di 40mila euro, il contributo oscilla poco sopra i 50 euro al mese (contro i quasi 190 euro, ben al di sotto dei 40mila).

Con la recente approvazione del Decreto Lavoro da parte del Consiglio dei Ministri, a breve ma sicuramente già attivi ad inizio 2024, giungeranno ulteriori aiuti.  Le modifiche che verranno apportate all’attuale AUU sono oggetto dei recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Il bonus specifico per i dipendenti con figli a carico, anche con un solo figlio, non può essere suddiviso tra i due genitori; inoltre, i genitori devono essere assunti da un’azienda, e sarà il datore di lavoro a versare le quote fino a 6mila euro.

Il Bonus dev’essere impiegato in buoni spesa, buoni pasto o per pagare le bollette energetiche e del servizio idrico. Escluso, invece, il rimborso di rette scolastiche, spese mediche e viaggi. Se i figli hanno un reddito, è importante che esso sia inferiore a i 2.840,51 euro (oneri deducibili esclusi), altrimenti non si è considerati a carico dei genitori; la soglia sale a 4mila per i figli fino a 24 anni di età.

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