La Germania ha aiutato Israele nella sua difesa. Il popolo tedesco può dirsi ora orgoglioso nell’aver assicurato allo Stato di Israele ancora anni e anni di esistenza“.

Sono queste le ultime parole del rapporto segreto “Samson”, recentemente scoperto da un’inchiesta del settimanale tedesco “Der Spiegel”, seguite da un grosso bollo rosso che dice: “STRENG GEHEIM” (top-secret).

Che l’intero Occidente, ma soprattutto USA e Germania, aiutasse da anni Israele tramite finanziamenti o vendite di armi, non è una novità. La necessità dettata dal loro dominio e presenza nella propria massoneria per una, e il rimorso storico causato dalla Shoah per l’altra, hanno fatto di queste due nazioni (USA e Germania) i partner e difensori d’Israele più accaniti. Ma se fino a poco fa l’appoggio si  “limitava” in aiuti politici-diplomatici, finanziari e talvolta militari, la Merkel ha oggi inaugurato un nuovo corso dei “rapporti d’aiuto” tedesco-israeliani: la vendita di sottomarini “Dolphin-II” in grado di trasportare missili nucleari.

L’aiuto militare rivolto ad Israele tramite sottomarini, è da 25 anni oggetto di vivace discussione nella vita pubblica e nel parlamento della Repubblica Federale. Ma ancora oggi, il Governo tedesco rimane fermo sul fatto di non sapere nulla riguardo gli armamenti nucleari presenti nei sottomarini israeliani di propria provenienza. Nonostante ciò, alti ex-funzionari dei Servizi segreti parlano ora per la prima volta della presenza di una dimensione nucleare: “Si sapeva fin dall’inizio che i sottomarini sarebbero dovuti essere stati in grado di trasportare ed azionare missili nucleari” dice Hans Ruhle, un ex-dirigente del Ministero della Difesa tedesco. Anche Lothar Ruehl, Segretario di Stato negli anni Ottanta , è sempre stato a conoscienza che “Israele voleva i nostri sottomarini per stazionarvici dentro testate nucleari“. Di fatto, la costruzione di nuovi corpi in grado di trasportare armi nucleari, stando a dichiarazioni “top-secret”, sarebbe avvenuta solo dopo la vendita dei sottomarini, quindi su suolo israeliano. Ma se ciò è stato possibile, è grazie alla previa presenza sui sottomarini teutonici di un meccanismo chiamato “Popeye Turbo SLCM”, che permette un raggio di lancio di circa 1500 km. Ben insignificanti quindi sono le numerose giustificazioni, date dai rappresentanti del Governo tedesco, che rimandano all’assenza di questi nuovi corpi di lancio sui sottomarini “originali”.

I sottomarini sono una risposta militare alla minaccia di una regione, “nella quale non c’è pietà per i più deboli” dice il Ministro alla Difesa israeliano Barak. Sono l’assicurazione contro la paura primordiale d’Israele, quella che “gli Arabi domani ci potrebbero annientare tutti“, dice David Ben-Gurion, il fondatore dello Stato d’Israele. Continua: “Mai più, mai più ci lasceremo trasportare al macello come agnelli!“. Equipaggiati ora con missili nucleari, i sottomarini sono un segnale per tutti i nemici d’Israele. “Garantiscono che il nemico non si senta attratto nell’attaccarci con armi non convenzionali, senza poi farla franca…” dice l’ammiraglio Avraham Bozer. Il messaggio, Mahmud Ahmadinejad, l’ha ricevuto forte e chiaro.

In Germania nessuno ha la minima intezione di esercitare critiche su Israele. Verrebbe subito accusato di antisemitismo“, disse uno dei più grandi politici tedeschi, Helmut Schmidt. Israele è uno “Stato”, che attraverso la sua politica d’insediamento, in Cisgiordania come a Gaza, ha ormai rifiutato ogni possibile soluzione pacifica del conflitto. E Berlino non si può assolutamente permettere una “politica d’avventura”. La Germania ha una particolare responsabilità nel non permettere più che si ripetano crimini come l’Olocausto. Ma non ha alcuna responsabilità nei confronti d’Israele.